venerdì 23 ottobre 2015

Cautela con i patrocini


Comunicato stampa

La manifestazione “Wolf of the ring” ha destato un certo stupore e reazioni sanguigne per  il patrocinio concesso dal Comune all’evento programmato alla metà del mese di novembre, a cura di “Wolf of the ring”, un’associazione dedicata allo sport da combattimento, e da Bran.co branca comunitaria onlus”, dedita alla diffusione delle arti marziali in difesa delle donne, come si può leggere sui siti ufficiali di esse.
Tali associazioni sarebbero connotate da forti richiami ad esperienze di estrema destra, le cui ideologie abbraccerebbero e praticherebbero.
Orbene, la XII disposizione transitoria e finale della Costituzione e la legge 645/1952 (la c.d. legge Scelba) puniscono chiunque  promuova od organizzi sotto qualsiasi forma,la costituzione di un'associazione, di un movimento o di un gruppo avente le caratteristiche e perseguente le finalità di riorganizzazione del disciolto partito fascista” oppure chiunque pubblicamente esalti esponenti, princìpi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche.
Poiché siamo in uno Stato di diritto, è compito della Magistratura giudicare chi contravviene a tali norme ed irrogare le sanzioni.
Nella fattispecie, non risulta che siano intervenute pronunce della Magistratura in questo senso nei confronti delle due associazioni predette.
Tuttavia, dalla lettura dei contenuti dei loro siti ufficiali, molti dubbi e perplessità emergono.
In una situazione come questa, in cui si confondono molte ambiguità e stranezze, un’Amministrazione seria ed attenta eviterebbe, quantomeno per motivi di opportunità e di cautela, di concedere il patrocinio municipale a manifestazioni organizzate da soggetti sospetti.
Se, dunque, dalla concessione del patrocinio civico sorgono divisioni, polemiche e allarme sociale, un’istituzione democratica ben si guarderebbe dal farsene coinvolgere.
Non compete a noi giudicare con la forza di una sentenza la qualità e l’appartenenza politico-culturale di tali associazioni; è la Magistratura che deve intervenire, se ve ne siano le condizioni.
Nel frattempo, la manifestazione sportiva si tenga pure, se nessuno l’ha legittimamente vietata; piuttosto, però, l’Amministrazione, in quanto Istituzione democratica, desista dal nobilitarla con il prestigioso patrocinio, per non dar mostra, anche solo indirettamente, di essere vicina culturalmente ed ideologicamente alle associazioni di cui si tratta.
Nel dubbio, meglio astenersi e non contribuire, anche in perfetta buona fede, alla creazione di allarme sociale e di spiacevoli fratture fra i Concittadini, generatrici di inutili tensioni: auspichiamo, pertanto, per questi motivi e secondo le regole auree della preventiva prudenza e per non alimentare altre, inutili polemiche divisive, che il patrocinio sia revocato, al di là della sua dimostranda valenza sportiva.
      Saronno, 23 ottobre 2015.

Gruppo Consiliare di Unione Italiana
Comitato di Saronno di Unione Italiana

martedì 20 ottobre 2015

Il nuovo rito segreto della “Ciocchina”


Sabato 24 ottobre, vigilia della festa del Trasporto, saranno consegnate le Civiche Benemerenze “La Ciocchina”, appuntamento ormai tradizionale da quando, nel 2003, fu istituito come onorificenzamunicipale con deliberazione della mia prima Amministrazione, che accolse la generosa offerta dell’associazione Studi Interdisciplinari di renderla patrimonio civico, dopo averla creata anni prima in forma privata.
Sembrerebbe tutto pronto per la solenne cerimonia: sono stati diramati gli inviti ai Consiglieri Comunali, sono stati affissi i manifesti per avvisarne i Saronnesi.
La Civica Benemerenza è disciplinata dalle Tavole Fondative, che si possono consultare sul sito ufficiale del Comune, che io stessi ebbi l’incarico di redigere personalmente.
Tutto è pronto, quindi; non resterebbe che rallegrasi con i i vincitori.
Ma c’è un “ma”, una novità che l’Amministrazione leghista ci ha riservato…
L’art. 3, comma 7.delle tavole Fondative recita: “7. Il Sindaco, a nome della Giunta Comunale, darà comunicazione al Consiglio Comunale della deliberazione della Giunta nella seduta immediatamente successiva; sino a tale comunicazione, i nominativi degli insigniti non potranno essere divulgati e, a tal fine, la deliberazione della Giunta Comunale sarà temporaneamente segretata”. 
Poiché il termine per la decisione della Giunta è il 30 settembre (art. 3., comma 5.) e la consegna avviene la vigilia del Trasporto (art. 4., comma 1. - termine mobile, quest'anno il 24 ottobre), è evidente che il Sindaco debba dare comunicazione al Consiglio Comunale degli insigniti tra il 1° ottobre e il sabato della consegna: in questo periodo si deve tenere "la seduta immediatamente successiva" del Consiglio Comunale.
È con questa comunicazione al Consiglio Comunale che la deliberazione della Giunta, che è segretata, viene resa pubblica, davanti al Consiglio Comunale, che è l’organo di massima rappresentanza dei cittadini, da loro stessi eletto.
Così è sempre stato, com’è agevole costare dalla lettura degli estratti dei verbali di alcuni Consigli Comunali degli anni scorsi e come logica vuole:

C.C. 29 settembre 2014
Sindaco Porro:  Secondo le tavole fondative sapete che, entro il 31 agosto, i cittadini devono presentare delle candidature e che la Giunta, durante il mese di settembre, valuta queste candidature e quindi poi conferisce questo premio denominato “la Ciucchina”. Per l’anno 2014 le persone o l'associazione che verranno premiate nel corso della cerimonia che si terrà sabato 25 ottobre 2014 sono le seguenti, quindi da questo momento, da quando verranno rese pubbliche, sia la stampa che i cittadini lo sapranno, e sarà possibile darne anche divulgazione. I premiati, per il 2014, saranno….

C.C.  30 settembre 2013
Sindaco Porro:  La prima comunicazione riguarda l'onorificenza della Ciocchina che come ogni anno è consuetudine si celebri nella nostra città nel mese di ottobre. La vigilia della festa del trasporto, l'ultimo sabato del mese di ottobre, si terrà questa cerimonia, la Giunta come tutti gli anni, in base alle tavole fondative del regolamento, ha deciso i nominativi delle persone a cui conferire il giorno 26 ottobre l'onorificenza della Ciocchina. Do comunicazione, nessuno a Saronno ne è a conoscenza se non il sindaco e gli assessori perché così recitano le tavole fondative per cui sarete i primi voi questa sera a conoscere in diretta dalle parole del Sindaco quali saranno le persone che verranno insigniti di questa onorificenza. La Giunta ha deciso che quest'anno i premi verranno consegnati a...

C.C.  10 ottobre 2012
Sindaco Porro: La prima comunicazione a termini di regolamento riguarda le benemerenze che quest’anno la città di Saronno consegnerà a dei cittadini in occasione della Ciocchina per il 2012 che si terrà sabato 27 ottobre alle ore 16.30 presso questa sala consiliare. Le persone o le associazione che quest’anno verranno insignite di questo prestigioso premio saronnese denominato la Ciocchina saranno le seguenti….

C.C. 27 settembre 2011
Sindaco Porro: La prima comunicazione che devo al Consiglio comunale è la seguente, secondo quanto previsto dalle tavole fondative della civica benemerenza La Ciocchina comunico al Consiglio comunale che la Giunta nella seduta del 22 settembre ha determinato per l’anno 2011 di conferire la benemerenza ai seguenti soggetti….

C.C. 30 settembre 2010
Sindaco Porro:  Un'ultima comunicazione questa volta invece è molto più bella come notizia, volevo comunicarvi del conferimento della civica benemerenza della Ciocchina che, per l'anno 2010, la Giunta ha ritenuto di dover consegnare come riconoscimento per il prestigioso, come prestigioso premio saronnese, alle seguenti persone…

C.C.  22 settembre 2008
Sindaco Gilli: Secondo quanto previsto dalle tavole fondative della civica “Benemerenza” la Ciuchina comunico al Consiglio comunale che la Giunta comunale ha determinato per l’anno 2008 di conferire la Benemerenza ai seguenti soggetti….

C.C. 1° ottobre 2007
Sindaco Gilli: do lettura dei nominativi degli insigniti della Civica Benemerenza…

Ricevuto l’invito alla cerimonia del 24 ottobre, ho partecipato alla seduta dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio dello scorso martedì, dove abbiamo appreso che il Consiglio Comunale è convocato per il 29 ottobre, cioè dopo l’avvenuta consegna delle civiche benemerenze.
I Consiglieri di opposizione, meravigliati, hanno fatto presente la stranezza;  il presidente del Consiglio Comunale, Fagioli Raffaele (non Alessandro, che è il fratello Sindaco), con fastidio,  ha replicato che il regolamento (le Tavole Fondative)  dicono che i nominativi degli insigniti sono comunicati al Consiglio Comunale DOPO la consegna!
Evidentemente, io non capisco niente, benché il regolamento lo abbia scritto io di mio pugno e malgrado da sempre si sia fatto in modo diverso; sono diventati lo smemorato di Collegno e sono anche in buona e numerosa compagnia. I leghisti, il Presidente del Consiglio, nella loro eccelsa capacità ermeneutica e regolamentare, hanno inventato una sorta di interpretazione autentica a dispetto dell'autore e dei loro predecessori.
Pertanto, i nomi dei premiati saranno noti solo il giorno della premiazione…. 
Salvo che sia stata fatta una modifica del regolamento, con delibera secretata e retroattiva (ma ciò non sarebbe legittimo, perché non sussistono le condizioni per la secretazione di una deliberazione), ci troviamo – Saronnesi, Consiglieri Comunali, giornalisti – di fronte ad un comportamento dell’amministrazione illogico e contraddittorio, irrispettoso del Consiglio Comunale e dell'opinione pubblica: che senso ha comunicare i nominativi al Consiglio Comunale DOPO che le benemerenze sono già state consegnate? Come si fa ad avvisare i vincitori PRIMA della cerimonia di conferimento, se il nominativo non potrà essere divulgato? Gli insigniti come lo sanno? Via etere? Per divina ispirazione? Come si può costringerli al silenzio? Ci si affida ai Servizi Segreti? Come potranno gli insigniti portare con sé alla cerimonia amici e parenti, giustamente orgogliosi? Ingiungeranno loro di tacere?
Non aggiungo altro, se non che la deliberazione di scelta dei nominativi (che secondo le Tavole Fondative deve essere adottata entro il 30 settembre di ogni anno) è pure tardiva e postuma, perché adottata il 5 ottobre.
C’è da domandarsi quali siano le ragioni di cotanta segretezza, sembra quasi che si tratti di un rito di una setta segreta
Per contro, a partire dal Consiglio Comunale, cui il Sindaco avrebbe dovuto fare l'annuncio dei premiati, è un atto civico di rilevante importanza simbolica, un esempio di virtù civiche da proporre ai Saronnesi con la massima pubblicità.
La Lega non ama l’informazione, come ha già ben dimostrato con la penosa vicenda degli spazi negati ai Gruppi Consiliari su “Saronno Sette”; anche in un’occasione di festa si ammanta di ridicolo riserbo, motivato con cervellotiche interpretazioni.
A meno che… (absit iniuria verbis) conti sul fattore sorpresa, avendo fatto scelte nel proprio laghetto… 
Dopo lo staff ad usum Delphini, anche premiati orientati?
Personalmente, attenderò il Consiglio Comunale del 29 ottobre per apprendere dalla viva voce del Sindaco i nomi dei premiati il 24… 
I riti a scatola chiusa non mi vanno proprio giù: ciò che è civico è di tutti, non di una sola parte.


martedì 22 settembre 2015

CENSURA E' FATTA




Censura è fatta: ecco la nota con la quale viene comunicato ai Capigruppo Consiliari che i loro articoli non saranno più pubblicati su "Saronno Sette". 
La motivazione (se tale può essere definita) è ridicola e pretestuosa: "redigere il settimanale Saronnosette come mero strumento di informazione sulle iniziative e sugli appuntamenti in Città, proposti dalle associazioni, dagli uffici comunali, dai Partiti o da altre organizzazioni aggregative".

Una decisione di palese natura politica dell'attuale amministrazione fatta comunicare da un funzionario; Sindaco e Giunta non hanno nemmeno il buon gusto di metterci personalmente la faccia.
Però censurano e sopprimono, quatti quatti, senza darne preventivo avviso anche all'opposizione. Ottimo metodo democratico, senza coraggio, ma non meno distruttivo di una tradizione di partecipazione di tutti, che risale a decenni e decenni fa, rispettato da ogni Amministrazione succedutasi e di ogni colore. 
Ci vogliono tutti verdi... 
Sndaco muto in Consiglio Comunale, Consiglieri Leghisti muti in Consiglio Comunale: non hanno niente da dire, sicché pretendono che anche gli altri tacciano...
Non disturbare il conducente,..
Intanto la città boccheggia, nell'inattività della Giunta, lesta solo nell'inventare staff e nel sistemare poltrone e strapuntini: anche ieri "Stranieri contro italiani: gazzarra e quattro contusi in piazza Cadorna"
Eppure la Lega aveva promesso sicurezza anzitutto.... e... prima i Saronnesi (infatti il capo dello staff è di Tradate....).



sabato 19 settembre 2015

LA LEGA LEGA? SIAMO GIÀ ALLA CENSURA?




Il 10 settembre scorso ho ricevuto, come tutti i Capigruppo Consiliari, una nota del Direttore del settimanale comunale “Saronno Sette”, in cui si comunicava che il periodico avrebbe ripreso le pubblicazioni il 19 settembre e si invitava ogni gruppo consiliare a trasmettere un articolo (di 1.200 battute massime) entro il lunedì anteriore l’uscita, per la tempestiva pubblicazione. Lo stesso sarebbe valso per i numeri seguenti.
In verità, nulla di nuovo, poiché le stesse regole erano pacificamente seguite da decenni, dai remoti anni ’70 dello scorso secolo, quando fu introdotta la bella ed apprezzata iniziativa della stampa comunale (a fasi alterne il mensile “Città di Saronno” e, poi, anche o solo il settimanale “Saronno Sette”): le varie Amministrazioni susseguitesi hanno puntualmente dato spazio a tutte le forze politiche per esprimersi.  
Venerdì 11 settembre ho inviato l’articolo di UnioneItaliana agli Uffici Comunali, da cui ho avuto riscontro della ricezione. Altrettanto risulta abbiano fatto altri Gruppi Consiliari. Parimenti ieri, 18 settembre, ho inviato al Comune l’articolo di Unione Italiana per il numero del 26 settembre di Saronno Sette.
Ieri sera, al termine del breve Consiglio Comunale, ho appreso che lo spazio su “Saronno Sette” dedicato agli interventi dei Gruppi Consiliari era stato soppresso nel numero del settimanale in distribuzione; ho quindi subito controllato la versione online di Saronno Sette ed ho appunto verificato, con stupore, che la notizia corrispondeva a verità.
Si è creata una certa agitazione tra i Consiglieri Comunali di opposizione, che si domandavano perplessi  le ragioni di tale comportamento da parte dell’Amministrazione; si è solo saputo in camera charitatis che riceveremo una lettera informativa del Direttore di Saronno Sette e che la soppressione sarebbe da attribuirsi ad un ordine del Sig. Sindaco, il quale avrebbe lamentato che gli articoli pervenuti dai Gruppi Consiliari di opposizione fossero solo propaganda.
Orbene, non posso credere che queste “argomentazioni” siano all’origine della decisione soppressiva del   Sindaco o di chi per esso dell’Amministrazione; voglio ancora supporre che si tratti di un fatto tecnico o di uno svarione, cui si porrà presto rimedio. La Lega si è sempre distinta per l’uso della parola “libertà”, sicché non le è sicuramente addebitabile un intento liberticida.
Attendiamo, quindi, con ansiosa curiosità delle spiegazioni dettagliate dal Sig. Sindaco, che confidiamo siano rassicuranti.
Se, invece, come ci rifiutiamo credere, corrispondessero a verità sia la soppressione definitiva dello spazio dedicato ai Gruppi Consiliari (che hanno facoltà, non obbligo, a loro discrezione, di utilizzarlo per il perseguimento dei loro fini politici, per l’informazione delle loro proposte ed iniziative, per commentare l’attività dell’Amministrazione), sia l’impossibile motivazione che si tratterebbe di “propaganda”, dovremmo avere tutti, gruppi politici e cittadini di ogni orientamento, una reazione inequivocabile contro un atto d’imperio, di censura, di bavaglio al libero pensiero.
L’art. 21 della Costituzione pone come principio fondamentale ed essenziale del nostro ordinamento la libertà di pensiero e di espressione e ne è il presidio intangibile. 
Sarebbe gravissimo che la Lega nostrana, con una disinvolta ed inaccettabile operazione di censura, non solo chiuda la bocca all’opposizione, sopprimendo l’unico veicolo informativo da sempre democraticamente anche a sua disposizione, ma si permetta di qualificare “propaganda” a priori e sprezzantemente gli articoli inviati dai gruppi consiliari non di maggioranza, non tollerandone le critiche.
Un cittadino normale, un leghista normale si indignerebbe per la censura preventiva, si vergognerebbe delle prove di regime: ci aspettiamo, dunque, una convinta condivisione di questo naturale sentimento democratico da parte del Sig. Sindaco e della maggioranza leghista.
Urge una risposta tempestiva e rapidissima; con i princìpi fondamentali di libertà non si scherza.
Caro Sindaco, cara Lega, terminate le fatiche dell’assunzione dello staff, a voi la parola.
Sùbito.
Il Gruppo Consiliare di UNIONE ITALIANA


martedì 25 agosto 2015

Il 20 settembre: che senso ha 145 anni dopo?






Risposta del Capogruppo di Unione Italiana, Pierluigi Gilli, ad Antonio D'Eramo, che propone al Sindaco, alla Giunta ed al Consiglio Comunale di intitolare una strada di Saronno alla data del 20 settembre 1870 (presa di Porta Pia)

"Caro D'Eramo,
come ricorderà, Le ho già espresso anni fa le mie considerazioni in merito alla Sua proposta.
Nonostante il trascorrere degli anni, ritengo tuttora pleonastico dedicare una strada alla data del 20 settembre 1870, sia per ragioni pratiche (non mi risulta che ci siano strade disponibili, mentre il cambiamento di denominazione di una strada esistente comporterebbe troppi e notevoli disagi ai cittadini), sia per opinioni personali.
Paolo VI, nel 1970, ebbe modo di definire come frutto della Provvidenza la debellatio dello Stato Pontificio e la fine del potere temporale dei Papi: rifletteva il Pontefice che, da allora, la Chiesa si è liberata degli impacci e degli impicci dell'amministrazione concreta e si è potuta dedicare più intensamente alla sua missione metafisica.
La questione romana, che ha inquinato la vita politica del Regno d'Italia per quasi 60 anni, è stata definitivamente composta con i Patti Lateranensi, richiamati espressamente dall'art. 7 della Costituzione repubblicana, modificati ed attualizzati con l'Accordo di Villa Madama del 1984.
La laicità dello Stato - non dichiarata in modo espresso dalla Costituzione - è stata definita in modo esemplare dalla Corte Costituzionale, in particolare con la sentenza n. 203 del 12 aprile 1989, secondo la quale il principio di laicità «implica non indifferenza dello Stato dinnanzi alle religioni ma garanzia dello Stato per la salvaguardia della libertà di religione, in regime di pluralismo confessionale e culturale»; infatti «l'attitudine laica dello Stato-comunità… risponde non a postulati ideologizzati ed astratti di estraneità, ostilità o confessione dello Stato persona, o dei suoi gruppi dirigenti, rispetto alla religione o ad un particolare credo, ma si pone a servizio di concrete istanze della coscienza civile e religiosa dei cittadini».
Ritengo, personalmente, che in nessun altro Paese al mondo vi sia un sistema giuridico più rispettoso della libertà religiosa (che comprende ovviamente anche la libertà di areligiosità) di quello italiano, in cui appunto il sistema della separazione collaborativa costituisce un unicum di equilibrio de facto e di normativa de jure, che - per gli ottimi risultati che ne sono scaturiti - potrebbe essere usato come modello di democrazia anche in altri ordinamenti.
La Corte Costituzionale, mèmore degli articoli della Costituzione che trattano del fenomeno religioso vi ha saputo riconoscere la ratio che i padri costituenti vi vollero immettere, seppure nella molteplicità delle opinioni - da cui derivò uno stabile compromesso tra culture divergenti.
Nell'interpretazione della Consulta, la Costituzione è ricognitiva:
i. della peculiare storia e cultura italiana, da due millenni legata al Cristianesimo;
ii. della profondità della tradizione popolare italiana, ampiamente intrisa di religiosità;
iii. della tolleranza del popolo italiano, da secoli abituato ai contatti con popoli stranieri e caratterizzato da uno spirito universalistico d'origine romana e fomentato e vivificato dalla Chiesa cattolica;
iv. della religione come forma di aggregazione sociale meritevole di tutela e di sostegno per il concorso dei culti al progresso dell'uomo       e del cittadino.
Tutti questi elementi concorrono alla libertà religiosa più ampia, che nessuno - se non animato da spirito oltranzista o giurisdizionalista - mette in dubbio nel nostro Paese, anche in questi momenti di difficile convivenza derivante dall'immissione numericamente elevata di fedeli di culti non propriamente tradizionali in Italia.
Il 20 settembre 1870, quindi, a mio avviso, deve essere inserito in una chiave di lettura molto più larga di quella dell'inesausta contrapposizione tra cattolici e laici, che aveva una sua ragione di esistenza 145 anni fa, ma che oggi, in un mondo secolarizzato, appartiene alla storia passata, superata dall'equilibrato sistema cui ho sopra fatto cenno.
Mi domando, quindi, che senso abbia, nel 2015, riproporre ancorché simbolicamente un elemento di divisione che ha molto pesato sulla storia d'Italia, mentre - piuttosto - ci si dovrebbe dedicare con tutte le energie a riscoprire e ad attuare i valori comuni e fondanti della nostra convivenza.
Lei lamenta che la Chiesa cattolica si ingerisca nella politica nazionale: mi duole non essere d'accordo; la Chiesa cattolica, al pari di qualsiasi altra forma aggregativa, ha il diritto costituzionalmente garantito a chiunque (cfr. l'art. 21 della Costituzione) di esprimere le proprie opinioni, che possono anche essere contrastanti con il comune sentire che si è formato nel tempo nel popolo italiano (i due referendum sul divorzio e sull'aborto sono molto significativi in proposito); nondimeno, esprimendosi pubblicamente, la Chiesa cattolica richiama la propria legittima, millenaria dottrina, né ciò le potrebbe essere impedito se non in un regime illiberale.
A conclusione, ritengo inutile ed inattuale la dedicazione di una strada al 20 settembre, soprattutto perché sarebbe ulteriormente divisivo e rispecchierebbe una mentalità non laica, ma laicista, con uno strascico di disagio in molti, di cui non si sente - a mio parere - proprio il bisogno.
L'argomento meriterebbe ben altri approfondimenti, ai quali mi dedico abitualmente con i miei studenti di diritto ecclesiastico; l'occasione di una e-mail non è adatta all'uopo; resto, comunque, a Sua disposizione per un'eventuale continuazione del rispettoso dialogo in punto.
Con viva cordialità.

Pierluigi Gilli  
Capogruppo di Unione Italiana, Saronno"  

Di seguito il testo della lettera di Antonio D'Eramo, cui si risponde:


Data: 23/08/15 20:25

Oggetto: Re: Il XX Settembre a Saronno ... non c'è!


Spettabile signor Sindaco, signori consiglieri e assessori, organi di stampa, amici socialisti,
scrivo per la prima volta a questa nuova amministrazione e non posso che, anzitutto, augurare buon lavoro, per il bene della nostra città.
Come sta diventando mia consuetudine in questo periodo, desidero sollecitare una discussione sull'argomento in oggetto. Il Sindaco uscente non ha mai avuto la benevolenza di inviarmi il benché minimo cenno di riscontro, cosa che mi è sinceramente dispiaciuta, soprattutto perché ero abituato alla sempre pronte e articolate risposte del precedente Sindaco Gilli, che ringrazio ancora una volta. Spero che lei non voglia, in questo, ricalcare le orme del suo predecessore.
Non ripeto le cose che, se ha la pazienza di leggerle, ho scritto nelle volte precedenti: non sono "passate di moda". Sono ancora tutte valide, rese anzi più urgenti dalle tristi notizie di cronaca di quest'ultimo anno. A queste aggiungiamo le continue dichiarazioni, su tutti i fronti, del Vaticano e della stessa Chiesa, che non sono la semplice espressione di opinioni, ma una vera e propria ingerenza.
Manca ancora qualche anno al 2020, che sarà il 150° anniversario di Porta Pia, ma i temi della laicità devono essere difesi da oggi (sarebbe stato meglio se fossero stati difesi da molto tempo fa!) e ce ne rendiamo tristemente conto ogni giorno di più. I segni, i simboli hanno una forza latente che può e deve essere tenuta in considerazione. Intitolare una piazza al "XX Settembre 1870" non è una perdita di tempo: anzi, mi consenta il gioco di parole, non dovremmo perdere tempo nel procedere.
Cordialmente.
Antonio D'Eramo

lunedì 24 agosto 2015

Occupazioni al Matteotti




Inquietante notizia che, se accertata, richiede un intervento immediato - su sollecitazione della proprietaria ALER - affinché le forze dell'ordine possano provvedere agli sgomberi.

Il "contratto di quartiere", che pure ha avuto dei rallentamenti, non può non giungere a compimento; occupazioni e conseguente degrado, oltre a mettere a repentaglio la popolazione delle case circostanti, possono anche influire sul completamento del grande investimento al Matteotti.
Ci auguriamo che l'Amministrazione, nell'ambito delle sue competenze e coerentemente con i suoi programmi sulla sicurezza, sappia interloquire immediatamente con le Autorità preposte, per evitare incontrollabili sviluppi.