martedì 17 dicembre 2013
mercoledì 11 dicembre 2013
lunedì 9 dicembre 2013
Spariti o spartiti
Nel PD i votanti alle primarie non
iscritti al partito hanno relegato il campione dell’establishment, il dandy dall’abbigliamento inappuntabile e dall’aristocratica
erre, in un recinto di bassissima percentuale: the time is over per i dinosauri dalemitici ed affini.
Nella Lega, un quaratenne di belle
speranze ha sbaragliato il mostro sacro
fondatore.
Nell’opposto campo, di primarie non
si parla e la vecchia guardia (se
vent’anni bastano per essere vecchi), dopo un vacuo giro a Shangrilà, rimane imperterrita alla guida, rispolverato il
nome delle origini (fatti salvi alcuni dissidenti,
dall’originario peccato di essere anzitutto governativi).
Nella nebbia?
Personalmente, mi ritengo ormai al di fuori delle competizioni; ho già
dato (e ricevuto) abbastanza; è bene che si cambi; al massimo, se proprio
occorre e se se ne è richiesti, si può discretamente dare una mano, ma senza
invadenza e rimanendo osservatori.
Notizie interessanti, dunque, in
campo nazionale (con il che non affermo però di essere affascinato dal fin
troppo affabulante Sindaco fiorentino, che non mi convince).
In città, per contro, mi pare che
non sia cambiato nulla, nonostante recenti scomposizioni.
Che sia ora di lasciare spazio veramente a chi – in questa situazione
così difficile – sembra avere voglia di darsi
da fare?
Senza tutori, padrini, ispiratori o
amministratori di sostegno?
E senza paracadute, per provare chi
si è e che cosa si sa fare.
Attendiamo.
sabato 30 novembre 2013
Scomposizione e ricomposizione
Qualche pensiero in libertà, dopo mesi di silenzio,
dovuto alla necessità di affrontare con priorità coinvolgenti impegni personali
e professionali.
Se ne sono viste di tutti i colori: un Berlusconi
avviato alla sorte dell’ucraina Timoshenko , un parto plurigemellare nel
centro-destra, il PD in preda agli
sgambetti di tre baldi candidati a segretario,
un Governo sensibile all’antica ricetta del tassare, la Merkel portata
sugli altari dai tedeschi sempre più primi della classe, la crisi che solo gl’ingenui
possono credere ormai prossima alla conclusione.
Nel piccolo mondo saronnese, i riflessi di queste
contingenze nazionali ed internazionali non sono mancati: il profumo (o l’odore?)
delle urne amministrative della primavera del 2015 permea ed agita già gli “addetti
ai lavori” e qualche “volonteroso” , desideroso di non rimanere a bocca
asciutta in occasione della ripartizione di seggi ed incarichi comunali.
L’Amministrazione, invero, non dà segni di novità,
occupandosi operosamente di restare immobile, come ha fatto per oltre tre anni,
con qualche variazione dell’ultima ora; consolidata apertura alle tasse,
attenzione al velocipede ed alla riduzione della velocità, opere pubbliche
vicine allo zero, atteggiamento “comprensivo” verso le illegittime occupazioni;
è nata agonizzante, l’agonia andrà avanti “regolarmente” sino alla scadenza naturale
del mandato. Solo da ultimo, sgangherati ruggiti invocanti la mano pesante e l’ammissione
che, in quanto a tranquillità, anche a Saronno se ne sente fortemente la
mancanza.
Apparentemente più vivace il centro-destra, in cui
si segnala la comparsa di un funambolo caratterista onnipresente-tuttofacente (ma non
onnisciente), dedito ad iniziative spettacolari, come quando il Duce si faceva
ritrarre a mietere il grano a torso nudo: una tecnica propagandistica da
Istituto Luce, che cozza tuttavia con la dimostrata incapacità amministrativo-economica,
emersa platealmente nella disgrazIata vicenda della rinascita del Saronno
F.B.C., allorquando tutto saltò per un errore sull’IBAN del conto su cui
depositare fondi aleatori…
Si segnala, altresì, la decomposizione del PDL, con
la nascita di un “Centro”, separato dalla risorta Forza Italia, ormai ridotta
ad invitata habituée a garruli talk-show
televisivi ; mossa astuta, chiaroveggente ed anticipatrice, che “al centro”
porta “Saronno”, senza l’abuso dell’aggettivo “nuovo”, che invece a livello
nazionale hanno adoperato i “diversamente berlusconiani”.
Sì, perché di “nuovo” in questo “centro” non ve n’è
proprio, se si eccettuano le anime belle reclutate all’ultimo momento, per imbellettare
con un po’ di cipria primaverile e giovanile un’immagine assuefatta alle più
raffinate tecniche del lifting. Incapace,
tuttavia, di aggregare, in quanto ne
è ben nota la capacità disgregatrice
e demolitoria , che ha vittoriosamente condotto a due sconfitte elettorali successive
nel 2009 e nel 2010: probabilmente, aspira già alla terza.
L’avere una visione politica simile sul come
amministrare è un punto d’inizio, che richiede, però, un comune sentire ed un
affiatamento anche di carattere personale; le idee camminano sulle gambe degli
uomini e delle donne, ciascuno animato dalla propria personalità e dalle
proprie dimostrate capacità. Finché non si riconosce negli altri un uguale valore
di base, passato, presente e futuro, ma si agisce solo per ampliare il proprio
consenso al fine di imporsi, non si va da alcuna parte, lo si è ben visto.
Una cosa è amministrare (più propriamente: saper
amministrare); altra cosa è giocare alla politica,
da esperti manovrieri mai confrontatisi con l’azione amministrativa
concreta, se non per criticarla e sabotarla, massime dall’interno.
Meglio una leale distinzione, che una forzata ed
inconcludente alleanza, di cui l’attuale maggioranza, nella sua litigiosa
immobilità, è esempio preclaro.
Occorre, invece, un
radicale cambio di punto di vista e muovere da un programma amministrativo
locale, concreto, realistico, fondato sulle (poche) risorse a disposizione, con
limitati obiettivi per garantire il mantenimento di una comunità ordinata e
coesa e l’attenzione diffusa a condividere le difficoltà del momento, con i
meccanismi opportuni per decidere senza defatiganti e rovinosi compromessi.
Ci si deve
intendere sulle cose da fare e sul come farle nell’interesse di tutti. Un’intesa tra i Saronnesi e per i
Saronnesi, al di là di steccati superati ed ormai soltanto rovinosi; Annibale
non è alle porte, è già entrato in città e la devasta.
Amministrare, dunque, prima che politicare, condividere le capacità e le esperienze, prima che criticare per criticare o
sciogliersi in promesse oniriche; sacrificare i pregiudizi ideologici per consolidare le
fondamenta della comunità.
Non è facile, lo
so, soprattutto dopo decenni di iperdivisione.
Ma è l’unico
modo per non finire come i polli di Renzo.
Buona domenica.
giovedì 4 luglio 2013
Gli inutili
A dispetto della famosa frase attribuita al
compianto Sen. Andreotti, è proprio vero che il potere logora chi ce l’ha: l’esercizio dell’attività di governo,
anche in una comunità locale, ha su taluni effetti nefasti, come quando si
abusa del cioccolato o delle caramelle, con le conseguenti dermatiti o disturbi
digestivi.
Soprattutto, l’autoconvinzione
di svolgere una missione ispirata per istruire
il popolo, in condizioni cattedratiche di presunta superiorità
intellettuale e morale, fa perdere il
senso della realtà e della misura (come pure della buona educazione).
Ne abbiamo avuto una prova eclatante ed intollerabile questa sera in Consiglio
Comunale, dove l’amministrazione degli ìncliti ha riportato in discussione il regolamento applicativo della TARES, che
aveva dovuto ritirare lo scorso giovedì, su richiesta della stessa maggioranza
consiliare, con l’ennesima figuraccia.
Con una rapidità sospetta, nella giornata di venerdì
28 giugno, era stata inviata per posta elettronica la nuova versione del regolamento, che assessore e funzionari avevano
tosto emendato.
Letta attentamente la nuova versione, ci si è accorti che era pressoché il copia-incolla
della precedente, senza alcuna significativa modificazione o
recepimento delle abbondanti segnalazioni dell’opposizione; la novità consisteva nel richiamo esplicito
dei corrispondenti articoli del prototipo fornito dal Ministero.
Malgrado ciò, animati
da buona volontà, abbiamo studiato nuovamente la materia e preparato i
suggerimenti da comunicare al Consiglio, per la migliore redazione del
regolamento a beneficio dei cittadini.
Tutto inutile.
L’assessore, con malcelato disprezzo e fastidio, ha ribadito con
cocciutaggine che di argomenti tecnici è
meglio che il Consiglio Comunale non si occupi, perché il regolamento
presentato è frutto del lavoro di infinite sedute di una Commissione (a cui il rappresentante di Unione Italiana
ha sempre attivamente partecipato) e, comunque, fa riferimento all’elaborato
di stimatissimi giuristi: ergo, ai
Consiglieri non resta che approvare e basta, senza tanti complimenti o domande; in fondo, che ne possono sapere e capire i
Consiglieri di materie così elevate? Alzino la mano e si considerino
soddisfatti!
Già, perché alle domande rivoltegli non ha né voluto, né saputo dare risposte,
trincerandosi infastidito ed
insofferente dietro l’ipse dixit, con
la collusione di qualche tecnico dal
ghigno facile.
Solo il
Segretario del PD, con sano e lodevole realismo e lungimiranza politica, ha tentato di ricondurre la questione alla sua
genuina verità: che, cioè, si trattava di semplicemente correggere alcune
parti, redatte ancora in modo ambiguo o poco comprensibile, per rendere il
testo alla portata di ogni cittadino.
Sforzo vano, giacché l’estro polemico e di superiorità assessorile
ha contagiato il Presidente (strenuo
difensore dell’amministrazione a detrimento dei Consiglieri, pieno di distinguo
e di impropri richiami alla famosa Commissione,
che non ha alcun potere deliberante, riservato esclusivamente al
Consiglio!), il supremo reggitore
(che ha sarcasticamente invitato i Consiglieri di opposizione intervenuti a partecipare alle sedute della Commissione –
di cui non fanno parte - , visto che sarebbero così competenti; mi si riporta che, ormai in mia assenza, si sia pure
abbandonato ad ardite considerazioni su persone fatte scendere dal trono; allusioni che denotano un allarmante ed
offensivo deficit di fair play e di rispetto), un Consigliere di maggioranza, di
un partito tramontato più che al tramonto, il quale ha dichiarato di aver perso la pazienza e che l’opposizione
stava solo facendo ostruzionismo (però
non ha detto una parola una sul merito del regolamento…; sicuramente lo conosceva
a menadito e lo apprezzava come monumento del giure…; evidentemente, i
Consiglieri di minoranza che avevano sollevato dubbi e proposto soluzioni
avevano voluto burlarsi del consesso e speso il loro tempo a confezionare
trappole…).
È stato troppo,
la misura si è colmata: mi sono sentito inutile, sicché me ne
sono andato, ho tolto il disturbo, lasciando
gl’ìncliti a cantar messa da soli e tra di loro, compiaciuti del loro rito liturgico sinistro (seppure nell’imbarazzo
visibile di gran parte dei Consiglieri di maggioranza, costretti alla disciplina del mutismo
assoluto da una regìa imperiosa e
tracotante).
Si approvino da
soli il regolamento TARES ed anche il bilancio, di per sé esplicativo del voracissimo appetito della transeunte amministrazione di aumenti di
aliquote, tariffe e multe, accompagnati da robusti, ulteriori tagli ai servizi (siamo arrivati anche alla nuova classificazione delle associazioni, per
far loro pagare salati canoni di locazione; chissà quante chiuderanno).
Non hanno
bisogno dell’opposizione, che è solo
e palpabilmente un fastidio: siamo
inutili, al pari dei cittadini –
peraltro un tempo così prossimi all’attuale
maggioranza, imputent sibi – che hanno
osato intervenire con critiche documentate nel dibattito aperto al pubblico.
Si arrangino,
nella loro traballante maiestas.
martedì 2 luglio 2013
Rotary: missione dei "Moschettieri" del Gruppo Olona in Brasile

Missione dei "Moschettieri" del Gruppo Olona in Brasile
IL PROGETTO MG AL CENTRO EDUCATIVO «SAGRADO CORAÇÃO» DI SÃO PAULO, BRASIL
Il Gruppo Olona ha costituito tre anni fa una propria apposita commissione per lo studio e la realizzazione ogni anno di un progetto di cooperazione internazionale in collaborazione tra i Club aderenti (Rotary Club Saronno,Rotary Club Busto Gallarate Legnano "La Malpensa", Rotary Club Busto Gallarate Legnano "Ticino", Rotary Club Busto Gallarate Legnano "Castellanza", Rotary Club Parchi Altomilanese), il Distretto e la Rotary Foundation.
Nell'anno 2012-2013, capofila è stato il RC Saronno, che – con il concorso degli altri – ha individuato un importante intervento in Brasile, a San Paolo, con l'assistenza in loco del Rotary Club di Tremembé.
Beneficiario è stato il Centro Educativo «Sagrado Coração» CESC – AFISMAP, della Congregazione delle Figlie di Santa Maria della Divina Provvidenza: si tratta di un'opera impegnata nella formazione dei bambini, giovani e adulti con disabilità intellettiva grave, aperto nel 1985 dalle Suore Guanelliane nella regione settentrionale della città di São Paulo (Brasile), che serve gli svantaggiati di varie località bisognosi di assistenza medica specialistica e riabilitativa, di formazione ed educazione ad personam. Accoglie persone con disabilità intellettiva di età compresa tra zero e quarantacinque anni di età, senza distinzione di razza, di religione e di opinioni.
Il progetto si proponeva di concorrere al completamento della struttura attraverso beni necessari per favorirne lo sviluppo ed un servizio di eccellenza, esempio pressoché unico in quella zona. Si sono quindi forniti un generatore di energia; un'aula informatica; uno spazio ludico-didattico attrezzato; un sistema d'allarme ed un orto idroponico, con un budget di circa 56.000 dollari, raccolti tramite la forma del Matching Grant.
Il 2 giugno 2013, si è tenuta l'inaugurazione del progetto, con una cerimonia a cui ha partecipato il Club di Tremembé, con il Governatore del suo Distretto e, in videoconferenza, un gruppo di rotariani del Club di Saronno : un evento in cui la soddisfazione dei beneficiari si è espressa con molto calore e simpatia; un'amicizia ed un entusiasmo che travalicano gli oceani, condivisi in diretta dai rotariani saronnesi collegati tramite internet, i quali hanno così potuto visitare virtualmente il Centro e vedere come i beni forniti ed installati siano già in uso con profitto da parte degli assistiti del CESC. Nei discorsi inaugurali dei Presidenti dei RC Saronno Pierluigi Gilli e RC Tremembé Bruno Pattini si sono rinnovati gl'impegni di continuare nella reciproca collaborazione, visti l'affiatamento e la condivisione della capacità organizzativa e dello spirito rotariano venutisi a creare con grande semplicità e spontaneità.
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