lunedì 9 dicembre 2013

Spariti o spartiti


Nel PD i votanti alle primarie non iscritti al partito hanno relegato il campione dell’establishment, il dandy  dall’abbigliamento inappuntabile e dall’aristocratica erre, in un recinto di bassissima percentuale: the time is over per i dinosauri dalemitici ed affini.
Nella Lega, un quaratenne di belle speranze ha sbaragliato il mostro sacro fondatore.
Nell’opposto campo, di primarie non si parla e la vecchia guardia (se vent’anni bastano per essere vecchi),  dopo un vacuo giro a Shangrilà, rimane imperterrita alla guida, rispolverato il nome delle origini (fatti salvi alcuni dissidenti, dall’originario peccato di essere anzitutto governativi).
Nella nebbia?
Personalmente, mi ritengo ormai al di fuori delle competizioni; ho già dato (e ricevuto) abbastanza; è bene che si cambi; al massimo, se proprio occorre e se se ne è richiesti, si può discretamente dare una mano, ma senza invadenza e rimanendo osservatori.
Notizie interessanti, dunque, in campo nazionale (con il che non affermo però di essere affascinato dal fin troppo affabulante Sindaco fiorentino, che non mi convince).
In città, per contro, mi pare che non sia cambiato nulla, nonostante recenti scomposizioni.
Che sia ora di lasciare spazio veramente a chi – in questa situazione così difficile – sembra avere voglia di darsi da fare?  
Senza tutori, padrini, ispiratori o amministratori di sostegno?  
E senza paracadute, per provare chi si è e che cosa si sa fare.

Attendiamo.

21 anni


sabato 30 novembre 2013

Scomposizione e ricomposizione


Qualche pensiero in libertà, dopo mesi di silenzio, dovuto alla necessità di affrontare con priorità coinvolgenti impegni personali e professionali.
Se ne sono viste di tutti i colori: un Berlusconi avviato alla sorte dell’ucraina Timoshenko , un parto plurigemellare nel centro-destra, il  PD in preda agli sgambetti di tre baldi candidati a segretario,  un Governo sensibile all’antica ricetta del tassare, la Merkel portata sugli altari dai tedeschi sempre più primi della classe, la crisi che solo gl’ingenui possono credere ormai prossima alla conclusione.
Nel piccolo mondo saronnese, i riflessi di queste contingenze nazionali ed internazionali non sono mancati: il profumo (o l’odore?) delle urne amministrative della primavera del 2015 permea ed agita già gli “addetti ai lavori” e qualche “volonteroso” , desideroso di non rimanere a bocca asciutta in occasione della ripartizione di seggi ed incarichi comunali.
L’Amministrazione, invero, non dà segni di novità, occupandosi operosamente di restare immobile, come ha fatto per oltre tre anni, con qualche variazione dell’ultima ora; consolidata apertura alle tasse, attenzione al velocipede ed alla riduzione della velocità, opere pubbliche vicine allo zero, atteggiamento “comprensivo” verso le illegittime occupazioni; è nata agonizzante, l’agonia andrà avanti “regolarmente” sino alla scadenza naturale del mandato. Solo da ultimo, sgangherati ruggiti invocanti la mano pesante e l’ammissione che, in quanto a tranquillità, anche a Saronno se ne sente fortemente la mancanza.
Apparentemente più vivace il centro-destra, in cui si segnala la comparsa di un funambolo  caratterista onnipresente-tuttofacente (ma non onnisciente), dedito ad iniziative spettacolari, come quando il Duce si faceva ritrarre a mietere il grano a torso nudo: una tecnica propagandistica da Istituto Luce, che cozza tuttavia con la dimostrata incapacità amministrativo-economica, emersa platealmente nella disgrazIata vicenda della rinascita del Saronno F.B.C., allorquando tutto saltò per un errore sull’IBAN del conto su cui depositare fondi aleatori…
Si segnala, altresì, la decomposizione del PDL, con la nascita di un “Centro”, separato dalla risorta Forza Italia, ormai ridotta ad invitata habituée  a garruli talk-show televisivi ; mossa astuta, chiaroveggente ed anticipatrice, che “al centro” porta “Saronno”, senza l’abuso dell’aggettivo “nuovo”, che invece a livello nazionale hanno adoperato i “diversamente berlusconiani”.
Sì, perché di “nuovo” in questo “centro” non ve n’è proprio, se si eccettuano le anime belle reclutate all’ultimo momento, per imbellettare con un po’ di cipria primaverile e giovanile un’immagine assuefatta alle più raffinate tecniche del lifting. Incapace, tuttavia, di aggregare, in quanto ne è ben nota la capacità disgregatrice e demolitoria , che ha vittoriosamente condotto a due sconfitte elettorali successive nel 2009 e nel 2010: probabilmente, aspira già alla terza.
L’avere una visione politica simile sul come amministrare è un punto d’inizio, che richiede, però, un comune sentire ed un affiatamento anche di carattere personale; le idee camminano sulle gambe degli uomini e delle donne, ciascuno animato dalla propria personalità e dalle proprie dimostrate capacità. Finché non si riconosce negli altri un uguale valore di base, passato, presente e futuro, ma si agisce solo per ampliare il proprio consenso al fine di imporsi, non si va da alcuna parte, lo si è ben visto.
Una cosa è amministrare (più propriamente: saper amministrare); altra cosa è giocare  alla politica, da esperti manovrieri mai confrontatisi con l’azione amministrativa concreta, se non per criticarla e sabotarla, massime dall’interno.
Meglio una leale distinzione, che una forzata ed inconcludente alleanza, di cui l’attuale maggioranza, nella sua litigiosa immobilità, è esempio preclaro.
Occorre, invece,  un radicale cambio di punto di vista e muovere da un programma amministrativo locale, concreto, realistico, fondato sulle (poche) risorse a disposizione, con limitati obiettivi per garantire il mantenimento di una comunità ordinata e coesa e l’attenzione diffusa a condividere le difficoltà del momento, con i meccanismi opportuni per decidere senza defatiganti e rovinosi compromessi.
 Ci si deve intendere sulle cose da fare e sul come farle nell’interesse di tutti. Un’intesa tra i Saronnesi e per i Saronnesi, al di là di steccati superati ed ormai soltanto rovinosi; Annibale non è alle porte, è già entrato in città e la devasta.
Amministrare, dunque, prima che politicare, condividere le capacità e le esperienze,  prima che criticare per criticare o sciogliersi in promesse oniriche;  sacrificare  i pregiudizi ideologici per consolidare le fondamenta della comunità.
Non è facile, lo so, soprattutto dopo decenni di iperdivisione.
Ma è l’unico modo per non finire come i polli di Renzo.

Buona domenica.

giovedì 4 luglio 2013

Gli inutili


A dispetto della famosa frase attribuita al compianto Sen. Andreotti, è proprio vero che il potere logora chi ce l’ha: l’esercizio dell’attività di governo, anche in una comunità locale, ha su taluni effetti nefasti, come quando si abusa del cioccolato o delle caramelle, con le conseguenti dermatiti o disturbi digestivi.
Soprattutto, l’autoconvinzione di svolgere una missione ispirata per istruire il popolo, in condizioni cattedratiche di presunta superiorità intellettuale e morale, fa perdere il senso della realtà e della misura (come pure della buona educazione).
Ne abbiamo avuto una prova eclatante ed intollerabile questa sera in Consiglio Comunale, dove l’amministrazione degli ìncliti ha riportato in discussione il regolamento applicativo della TARES, che aveva dovuto ritirare lo scorso giovedì, su richiesta della stessa maggioranza consiliare, con l’ennesima figuraccia.
Con una rapidità sospetta, nella giornata di venerdì 28 giugno, era stata inviata per posta elettronica la nuova versione del regolamento, che assessore e funzionari avevano tosto emendato.
Letta attentamente la nuova versione, ci si è accorti che era pressoché il copia-incolla della precedente, senza alcuna significativa modificazione o recepimento delle abbondanti segnalazioni dell’opposizione; la novità consisteva nel richiamo esplicito dei corrispondenti articoli del  prototipo fornito dal Ministero.
Malgrado ciò, animati da buona volontà, abbiamo studiato nuovamente la materia e preparato i suggerimenti da comunicare al Consiglio, per la migliore redazione del regolamento a beneficio dei cittadini.
Tutto inutile.
L’assessore, con malcelato disprezzo e fastidio, ha ribadito con cocciutaggine che di argomenti tecnici è meglio che il Consiglio Comunale non si occupi, perché il regolamento presentato è frutto del lavoro di infinite sedute di una Commissione (a cui il rappresentante di Unione Italiana ha sempre attivamente partecipato) e, comunque, fa riferimento all’elaborato di stimatissimi giuristi: ergo, ai Consiglieri non resta che approvare e basta, senza tanti complimenti o domande; in fondo, che ne possono sapere e capire i Consiglieri di materie così elevate? Alzino la mano e si considerino soddisfatti!
Già, perché alle domande rivoltegli non ha né voluto, né saputo dare risposte, trincerandosi  infastidito ed insofferente dietro l’ipse dixit, con la collusione di qualche tecnico dal ghigno facile.
Solo il Segretario del PD, con sano e lodevole realismo e lungimiranza politica, ha tentato di ricondurre la questione alla sua genuina verità: che, cioè, si trattava di semplicemente correggere alcune parti, redatte ancora in modo ambiguo o poco comprensibile, per rendere il testo alla portata di ogni cittadino.  
Sforzo vano, giacché l’estro polemico e di superiorità assessorile ha contagiato il Presidente (strenuo difensore dell’amministrazione a detrimento dei Consiglieri, pieno di distinguo e di impropri richiami alla famosa Commissione, che non ha alcun potere deliberante, riservato esclusivamente al Consiglio!), il supremo reggitore (che ha sarcasticamente invitato i Consiglieri di opposizione intervenuti a partecipare alle sedute della Commissione – di cui non fanno parte - , visto che sarebbero così competenti; mi si riporta che, ormai in mia assenza, si sia pure abbandonato ad ardite considerazioni su persone fatte scendere dal trono;  allusioni che denotano un allarmante ed offensivo deficit di fair play  e di rispetto), un Consigliere di maggioranza, di un partito tramontato più che al tramonto, il quale ha dichiarato di aver perso la pazienza e che l’opposizione stava solo facendo ostruzionismo (però non ha detto una parola una sul merito del regolamento…; sicuramente lo conosceva a menadito e lo apprezzava come monumento del giure…; evidentemente, i Consiglieri di minoranza che avevano sollevato dubbi e proposto soluzioni avevano voluto burlarsi del consesso e speso il loro tempo a confezionare trappole…).
È stato troppo, la misura si è colmata: mi sono sentito inutile, sicché me ne sono andato, ho tolto il disturbo, lasciando gl’ìncliti a cantar messa da soli e tra di loro, compiaciuti del loro rito liturgico sinistro (seppure nell’imbarazzo visibile di gran parte dei Consiglieri di maggioranza, costretti alla disciplina del mutismo assoluto da una regìa imperiosa  e tracotante).
Si approvino da soli il regolamento TARES ed anche il bilancio, di per sé esplicativo del voracissimo appetito  della transeunte amministrazione di aumenti di aliquote, tariffe e multe, accompagnati da robusti, ulteriori tagli  ai servizi (siamo arrivati anche alla nuova classificazione delle associazioni, per far loro pagare salati canoni di locazione; chissà quante chiuderanno).
Non hanno bisogno dell’opposizione, che è solo  e palpabilmente un fastidio: siamo inutili, al pari dei cittadini – peraltro  un tempo così prossimi all’attuale maggioranza, imputent sibi – che hanno osato intervenire con critiche documentate nel dibattito aperto al pubblico.
Si arrangino, nella loro traballante maiestas.

martedì 2 luglio 2013

Rotary: missione dei "Moschettieri" del Gruppo Olona in Brasile





Missione dei "Moschettieri" del Gruppo Olona in Brasile
IL PROGETTO MG AL CENTRO EDUCATIVO «SAGRADO CORAÇÃO» DI SÃO PAULO, BRASIL


Il Gruppo Olona ha costituito tre anni fa una propria apposita commissione per lo studio e la realizzazione ogni anno di un progetto di cooperazione internazionale in collaborazione tra i Club aderenti (Rotary Club Saronno,Rotary Club Busto Gallarate Legnano "La Malpensa", Rotary Club Busto Gallarate Legnano "Ticino", Rotary Club Busto Gallarate Legnano "Castellanza", Rotary Club Parchi Altomilanese), il Distretto e la Rotary Foundation.
Nell'anno 2012-2013, capofila è stato il RC Saronno, che – con il concorso degli altri – ha individuato un importante intervento in Brasile, a San Paolo, con l'assistenza in loco del Rotary Club di Tremembé.
Beneficiario è stato il Centro Educativo «Sagrado Coração» CESC – AFISMAP, della Congregazione delle Figlie di Santa Maria della Divina Provvidenza: si tratta di un'opera impegnata nella formazione dei bambini, giovani e adulti con disabilità intellettiva grave, aperto nel 1985 dalle Suore Guanelliane nella regione settentrionale della città di São Paulo (Brasile), che serve gli svantaggiati di varie località bisognosi di assistenza medica specialistica e riabilitativa, di formazione ed educazione ad personam. Accoglie persone con disabilità intellettiva di età compresa tra zero e quarantacinque anni di età, senza distinzione di razza, di religione e di opinioni. 
Il progetto si proponeva di concorrere al completamento della struttura attraverso beni necessari per favorirne lo sviluppo ed un servizio di eccellenza, esempio pressoché unico in quella zona. Si sono quindi forniti un generatore di energia; un'aula informatica; uno spazio ludico-didattico attrezzato; un sistema d'allarme ed un orto idroponico, con un budget di circa 56.000 dollari, raccolti tramite la forma del Matching Grant.
Il 2 giugno 2013, si è tenuta l'inaugurazione del progetto, con una cerimonia a cui ha partecipato il Club di Tremembé, con il Governatore del suo Distretto e, in videoconferenza, un gruppo di rotariani del Club di Saronno : un evento in cui la soddisfazione dei beneficiari si è espressa con molto calore e simpatia; un'amicizia ed un entusiasmo che travalicano gli oceani, condivisi in diretta dai rotariani saronnesi collegati tramite internet, i quali hanno così potuto visitare virtualmente il Centro e vedere come i beni forniti ed installati siano già in uso con profitto da parte degli assistiti del CESC. Nei discorsi inaugurali dei Presidenti dei RC Saronno Pierluigi Gilli e RC Tremembé Bruno Pattini si sono rinnovati gl'impegni di continuare nella reciproca collaborazione, visti l'affiatamento e la condivisione della capacità organizzativa e dello spirito rotariano venutisi a creare con grande semplicità e spontaneità.