martedì 22 settembre 2015

CENSURA E' FATTA




Censura è fatta: ecco la nota con la quale viene comunicato ai Capigruppo Consiliari che i loro articoli non saranno più pubblicati su "Saronno Sette". 
La motivazione (se tale può essere definita) è ridicola e pretestuosa: "redigere il settimanale Saronnosette come mero strumento di informazione sulle iniziative e sugli appuntamenti in Città, proposti dalle associazioni, dagli uffici comunali, dai Partiti o da altre organizzazioni aggregative".

Una decisione di palese natura politica dell'attuale amministrazione fatta comunicare da un funzionario; Sindaco e Giunta non hanno nemmeno il buon gusto di metterci personalmente la faccia.
Però censurano e sopprimono, quatti quatti, senza darne preventivo avviso anche all'opposizione. Ottimo metodo democratico, senza coraggio, ma non meno distruttivo di una tradizione di partecipazione di tutti, che risale a decenni e decenni fa, rispettato da ogni Amministrazione succedutasi e di ogni colore. 
Ci vogliono tutti verdi... 
Sndaco muto in Consiglio Comunale, Consiglieri Leghisti muti in Consiglio Comunale: non hanno niente da dire, sicché pretendono che anche gli altri tacciano...
Non disturbare il conducente,... 
Intanto la città boccheggia, nell'inattività della Giunta, lesta solo nell'inventare staff e nel sistemare poltrone e strapuntini: anche ieri "Stranieri contro italiani: gazzarra e quattro contusi in piazza Cadorna". 
Eppure la Lega aveva promesso sicurezza anzitutto.... e... prima i Saronnesi (infatti il capo dello staff è di Tradate....).



sabato 19 settembre 2015

LA LEGA LEGA? SIAMO GIÀ ALLA CENSURA?




Il 10 settembre scorso ho ricevuto, come tutti i Capigruppo Consiliari, una nota del Direttore del settimanale comunale “Saronno Sette”, in cui si comunicava che il periodico avrebbe ripreso le pubblicazioni il 19 settembre e si invitava ogni gruppo consiliare a trasmettere un articolo (di 1.200 battute massime) entro il lunedì anteriore l’uscita, per la tempestiva pubblicazione. Lo stesso sarebbe valso per i numeri seguenti.
In verità, nulla di nuovo, poiché le stesse regole erano pacificamente seguite da decenni, dai remoti anni ’70 dello scorso secolo, quando fu introdotta la bella ed apprezzata iniziativa della stampa comunale (a fasi alterne il mensile “Città di Saronno” e, poi, anche o solo il settimanale “Saronno Sette”): le varie Amministrazioni susseguitesi hanno puntualmente dato spazio a tutte le forze politiche per esprimersi.  
Venerdì 11 settembre ho inviato l’articolo di UnioneItaliana agli Uffici Comunali, da cui ho avuto riscontro della ricezione. Altrettanto risulta abbiano fatto altri Gruppi Consiliari. Parimenti ieri, 18 settembre, ho inviato al Comune l’articolo di Unione Italiana per il numero del 26 settembre di Saronno Sette.
Ieri sera, al termine del breve Consiglio Comunale, ho appreso che lo spazio su “Saronno Sette” dedicato agli interventi dei Gruppi Consiliari era stato soppresso nel numero del settimanale in distribuzione; ho quindi subito controllato la versione online di Saronno Sette ed ho appunto verificato, con stupore, che la notizia corrispondeva a verità.
Si è creata una certa agitazione tra i Consiglieri Comunali di opposizione, che si domandavano perplessi  le ragioni di tale comportamento da parte dell’Amministrazione; si è solo saputo in camera charitatis che riceveremo una lettera informativa del Direttore di Saronno Sette e che la soppressione sarebbe da attribuirsi ad un ordine del Sig. Sindaco, il quale avrebbe lamentato che gli articoli pervenuti dai Gruppi Consiliari di opposizione fossero solo propaganda.
Orbene, non posso credere che queste “argomentazioni” siano all’origine della decisione soppressiva del   Sindaco o di chi per esso dell’Amministrazione; voglio ancora supporre che si tratti di un fatto tecnico o di uno svarione, cui si porrà presto rimedio. La Lega si è sempre distinta per l’uso della parola “libertà”, sicché non le è sicuramente addebitabile un intento liberticida.
Attendiamo, quindi, con ansiosa curiosità delle spiegazioni dettagliate dal Sig. Sindaco, che confidiamo siano rassicuranti.
Se, invece, come ci rifiutiamo credere, corrispondessero a verità sia la soppressione definitiva dello spazio dedicato ai Gruppi Consiliari (che hanno facoltà, non obbligo, a loro discrezione, di utilizzarlo per il perseguimento dei loro fini politici, per l’informazione delle loro proposte ed iniziative, per commentare l’attività dell’Amministrazione), sia l’impossibile motivazione che si tratterebbe di “propaganda”, dovremmo avere tutti, gruppi politici e cittadini di ogni orientamento, una reazione inequivocabile contro un atto d’imperio, di censura, di bavaglio al libero pensiero.
L’art. 21 della Costituzione pone come principio fondamentale ed essenziale del nostro ordinamento la libertà di pensiero e di espressione e ne è il presidio intangibile. 
Sarebbe gravissimo che la Lega nostrana, con una disinvolta ed inaccettabile operazione di censura, non solo chiuda la bocca all’opposizione, sopprimendo l’unico veicolo informativo da sempre democraticamente anche a sua disposizione, ma si permetta di qualificare “propaganda” a priori e sprezzantemente gli articoli inviati dai gruppi consiliari non di maggioranza, non tollerandone le critiche.
Un cittadino normale, un leghista normale si indignerebbe per la censura preventiva, si vergognerebbe delle prove di regime: ci aspettiamo, dunque, una convinta condivisione di questo naturale sentimento democratico da parte del Sig. Sindaco e della maggioranza leghista.
Urge una risposta tempestiva e rapidissima; con i princìpi fondamentali di libertà non si scherza.
Caro Sindaco, cara Lega, terminate le fatiche dell’assunzione dello staff, a voi la parola.
Sùbito.
Il Gruppo Consiliare di UNIONE ITALIANA


martedì 25 agosto 2015

Il 20 settembre: che senso ha 145 anni dopo?






Risposta del Capogruppo di Unione Italiana, Pierluigi Gilli, ad Antonio D'Eramo, che propone al Sindaco, alla Giunta ed al Consiglio Comunale di intitolare una strada di Saronno alla data del 20 settembre 1870 (presa di Porta Pia)

"Caro D'Eramo,
come ricorderà, Le ho già espresso anni fa le mie considerazioni in merito alla Sua proposta.
Nonostante il trascorrere degli anni, ritengo tuttora pleonastico dedicare una strada alla data del 20 settembre 1870, sia per ragioni pratiche (non mi risulta che ci siano strade disponibili, mentre il cambiamento di denominazione di una strada esistente comporterebbe troppi e notevoli disagi ai cittadini), sia per opinioni personali.
Paolo VI, nel 1970, ebbe modo di definire come frutto della Provvidenza la debellatio dello Stato Pontificio e la fine del potere temporale dei Papi: rifletteva il Pontefice che, da allora, la Chiesa si è liberata degli impacci e degli impicci dell'amministrazione concreta e si è potuta dedicare più intensamente alla sua missione metafisica.
La questione romana, che ha inquinato la vita politica del Regno d'Italia per quasi 60 anni, è stata definitivamente composta con i Patti Lateranensi, richiamati espressamente dall'art. 7 della Costituzione repubblicana, modificati ed attualizzati con l'Accordo di Villa Madama del 1984.
La laicità dello Stato - non dichiarata in modo espresso dalla Costituzione - è stata definita in modo esemplare dalla Corte Costituzionale, in particolare con la sentenza n. 203 del 12 aprile 1989, secondo la quale il principio di laicità «implica non indifferenza dello Stato dinnanzi alle religioni ma garanzia dello Stato per la salvaguardia della libertà di religione, in regime di pluralismo confessionale e culturale»; infatti «l'attitudine laica dello Stato-comunità… risponde non a postulati ideologizzati ed astratti di estraneità, ostilità o confessione dello Stato persona, o dei suoi gruppi dirigenti, rispetto alla religione o ad un particolare credo, ma si pone a servizio di concrete istanze della coscienza civile e religiosa dei cittadini».
Ritengo, personalmente, che in nessun altro Paese al mondo vi sia un sistema giuridico più rispettoso della libertà religiosa (che comprende ovviamente anche la libertà di areligiosità) di quello italiano, in cui appunto il sistema della separazione collaborativa costituisce un unicum di equilibrio de facto e di normativa de jure, che - per gli ottimi risultati che ne sono scaturiti - potrebbe essere usato come modello di democrazia anche in altri ordinamenti.
La Corte Costituzionale, mèmore degli articoli della Costituzione che trattano del fenomeno religioso vi ha saputo riconoscere la ratio che i padri costituenti vi vollero immettere, seppure nella molteplicità delle opinioni - da cui derivò uno stabile compromesso tra culture divergenti.
Nell'interpretazione della Consulta, la Costituzione è ricognitiva:
i. della peculiare storia e cultura italiana, da due millenni legata al Cristianesimo;
ii. della profondità della tradizione popolare italiana, ampiamente intrisa di religiosità;
iii. della tolleranza del popolo italiano, da secoli abituato ai contatti con popoli stranieri e caratterizzato da uno spirito universalistico d'origine romana e fomentato e vivificato dalla Chiesa cattolica;
iv. della religione come forma di aggregazione sociale meritevole di tutela e di sostegno per il concorso dei culti al progresso dell'uomo       e del cittadino.
Tutti questi elementi concorrono alla libertà religiosa più ampia, che nessuno - se non animato da spirito oltranzista o giurisdizionalista - mette in dubbio nel nostro Paese, anche in questi momenti di difficile convivenza derivante dall'immissione numericamente elevata di fedeli di culti non propriamente tradizionali in Italia.
Il 20 settembre 1870, quindi, a mio avviso, deve essere inserito in una chiave di lettura molto più larga di quella dell'inesausta contrapposizione tra cattolici e laici, che aveva una sua ragione di esistenza 145 anni fa, ma che oggi, in un mondo secolarizzato, appartiene alla storia passata, superata dall'equilibrato sistema cui ho sopra fatto cenno.
Mi domando, quindi, che senso abbia, nel 2015, riproporre ancorché simbolicamente un elemento di divisione che ha molto pesato sulla storia d'Italia, mentre - piuttosto - ci si dovrebbe dedicare con tutte le energie a riscoprire e ad attuare i valori comuni e fondanti della nostra convivenza.
Lei lamenta che la Chiesa cattolica si ingerisca nella politica nazionale: mi duole non essere d'accordo; la Chiesa cattolica, al pari di qualsiasi altra forma aggregativa, ha il diritto costituzionalmente garantito a chiunque (cfr. l'art. 21 della Costituzione) di esprimere le proprie opinioni, che possono anche essere contrastanti con il comune sentire che si è formato nel tempo nel popolo italiano (i due referendum sul divorzio e sull'aborto sono molto significativi in proposito); nondimeno, esprimendosi pubblicamente, la Chiesa cattolica richiama la propria legittima, millenaria dottrina, né ciò le potrebbe essere impedito se non in un regime illiberale.
A conclusione, ritengo inutile ed inattuale la dedicazione di una strada al 20 settembre, soprattutto perché sarebbe ulteriormente divisivo e rispecchierebbe una mentalità non laica, ma laicista, con uno strascico di disagio in molti, di cui non si sente - a mio parere - proprio il bisogno.
L'argomento meriterebbe ben altri approfondimenti, ai quali mi dedico abitualmente con i miei studenti di diritto ecclesiastico; l'occasione di una e-mail non è adatta all'uopo; resto, comunque, a Sua disposizione per un'eventuale continuazione del rispettoso dialogo in punto.
Con viva cordialità.

Pierluigi Gilli  
Capogruppo di Unione Italiana, Saronno"  

Di seguito il testo della lettera di Antonio D'Eramo, cui si risponde:


Data: 23/08/15 20:25

Oggetto: Re: Il XX Settembre a Saronno ... non c'è!


Spettabile signor Sindaco, signori consiglieri e assessori, organi di stampa, amici socialisti,
scrivo per la prima volta a questa nuova amministrazione e non posso che, anzitutto, augurare buon lavoro, per il bene della nostra città.
Come sta diventando mia consuetudine in questo periodo, desidero sollecitare una discussione sull'argomento in oggetto. Il Sindaco uscente non ha mai avuto la benevolenza di inviarmi il benché minimo cenno di riscontro, cosa che mi è sinceramente dispiaciuta, soprattutto perché ero abituato alla sempre pronte e articolate risposte del precedente Sindaco Gilli, che ringrazio ancora una volta. Spero che lei non voglia, in questo, ricalcare le orme del suo predecessore.
Non ripeto le cose che, se ha la pazienza di leggerle, ho scritto nelle volte precedenti: non sono "passate di moda". Sono ancora tutte valide, rese anzi più urgenti dalle tristi notizie di cronaca di quest'ultimo anno. A queste aggiungiamo le continue dichiarazioni, su tutti i fronti, del Vaticano e della stessa Chiesa, che non sono la semplice espressione di opinioni, ma una vera e propria ingerenza.
Manca ancora qualche anno al 2020, che sarà il 150° anniversario di Porta Pia, ma i temi della laicità devono essere difesi da oggi (sarebbe stato meglio se fossero stati difesi da molto tempo fa!) e ce ne rendiamo tristemente conto ogni giorno di più. I segni, i simboli hanno una forza latente che può e deve essere tenuta in considerazione. Intitolare una piazza al "XX Settembre 1870" non è una perdita di tempo: anzi, mi consenta il gioco di parole, non dovremmo perdere tempo nel procedere.
Cordialmente.
Antonio D'Eramo

lunedì 24 agosto 2015

Occupazioni al Matteotti




Inquietante notizia che, se accertata, richiede un intervento immediato - su sollecitazione della proprietaria ALER - affinché le forze dell'ordine possano provvedere agli sgomberi.

Il "contratto di quartiere", che pure ha avuto dei rallentamenti, non può non giungere a compimento; occupazioni e conseguente degrado, oltre a mettere a repentaglio la popolazione delle case circostanti, possono anche influire sul completamento del grande investimento al Matteotti.
Ci auguriamo che l'Amministrazione, nell'ambito delle sue competenze e coerentemente con i suoi programmi sulla sicurezza, sappia interloquire immediatamente con le Autorità preposte, per evitare incontrollabili sviluppi.

venerdì 14 agosto 2015

L'"Anonimo" staffico ferragostano



Oggi, vigilia di Ferragosto, a Saronno piove e la temperatura è gradevole anche in città; il caldo dei giorni scorsi, però, qualche vittima l'ha provocata. 
Impazza la polemica sull'ormai famoso "staff" del sindaco, che costerà 125.000 euro l'anno; nella bacheca di un giornale locale online, il solito "Anonimo" (che ormai per i più attenti anonimo non è più), forse avendo invertito i comandi caldo/freddo di un climatizzatore, ha sostenuto che già io, nel 2001, quando ero Sindaco, avessi istituito lo staff. 
Un provocatore un po' ingenuo... che, con i soliti argomenti inconsistenti, tipici da slogan di bassa lega, e senza saper usare i documenti, confonde - si direbbe in dialetto, con un po' di ruvidità - "i bàll cunt la cervèla": l'importante è fare mischia, ma bisogna saperla fare, come pure bisogna saper amministrare senza necessità di costosissime stampelle. 
L'Anonimo di turno, dunque, cerca di intorbidare le acque, ma fa solo la figura del disinformato o di quello che non capisce o, peggio, del livoroso ultragovernativo a prescindere con le fette di salàm sugli occhi. 
L'Ufficio di Gabinetto del Sindaco, da me istituito, non costò un centesimo in più ai cittadini, perché era semplicemente composto da dipendenti comunali già esistenti, che furono riorganizzati per dare un supporto generale al Sindaco ed all'Amministrazione tutta in un'apposita ministruttura (che comprendeva la Segretaria del Sindaco - c'è ancora, lo è stata meritoriamente per ben sei Sindaci - e due dipendenti, che già si occupavano della materia; ad essi si aggiunsero in seguito due, poi uno, avvocati comunali, che costituivano l'Ufficio Legale del Comune; dipendenti interni già esistenti, a cui si affidava la difesa del Comune, senza ricorrere ad avvocati esterni).  
Ne fu valorizzata la professionalità, il che comportò anche discreti risparmi sul cerimoniale, finalmente seguito da un solo ufficio e con competenza, mediante l'uso il più possibile di mezzi e strumenti propri, senza noleggi ed affidamenti esterni; ancor di più con l'Ufficio Legale.
Senza falsa modestia, non avevo bisogno di tutori o di esperti esterni da assumere perché mi insegnassero che cosa siano le norme e l'amministrazione; per mia fortuna e per bagaglio professionale ne avevo discreta conoscenza ed esperienza (e curriculum personale; vedremo quelli della nuova amministrazione).
Lo stesso mio successore, Alessandro Fagioli, me ne ha dato sorprendentemente atto durante la prima seduta del Consiglio Comunale, in cui si è espresso pubblicamente in modo così generoso nei miei confronti (benché io sia all'opposizione); "L’avvocato Gilli ha un’esperienza decennale, è stato Sindaco 10 anni, è stato Consigliere Comunale anche per tanti altri anni, quindi credo che la sua esperienza sia fondamentale in questo Consiglio Comunale e spero che le sue osservazioni  vengano in maniera puntuale e anche con quel modo che caratterizza la persona dell’avvocato Gilli, anche in modo brillante nel modo in cui le espone" (cfr. verbale della seduta consiliare del  3 luglio 2015, dichiarazioni del Sindaco).
Oggi, evidentemente, c'è necessità di una stampella; una necessità che dimostra l'originaria insufficienza ad amministrare al di là di slogan triti e ritriti e l'allegra superficialità con cui ci si è candidati a còmpiti seri e gravosi; una necessità che costerà (in 5 anni, se attuata) l'incredibile somma di euro 625.000 (seicentoventicinquemila) (125.000 x 5), ossia, in vecchie lire, oltre un miliardo e duecento milioni.
Importo da aggiungere, ovviamente, alle indennità che sindaco ed assessori continueranno a percepire, per alcuni unica fonte di reddito, visto che prima di essere nominati non ne avevano o ne avevano di modestissimi.
Insomma, prendi una Giunta e ne paghi due...
Anonimo (che anonimo non è), si dia una regolata... Non dica falsità, la Polizia Postale esiste, internet non è un luogo franco, sottratto alle leggi che regolano la convivenza ed il decoro delle persone. Vale per tutti, me incluso.
Buon Ferragosto

sabato 1 agosto 2015

Il tchoukball italiano al campionato mondiale a Taiwan


Oggi parte per Taiwan (Repubblica di Cina) la Nazionale Italiana di Tchoukball - tra cui una cospicua rappresentanza saronnese - per partecipare al Campionato Mondiale, durante il quale cercherà di difendere il posto di vicecampione del mondo conquistato a Ferrara quattro anni fa. 
Lotta strenua, in considerazione della potenza delle nazionali orientali, a partire dall'imbattibile e galattica squadra taiwanese.
Sosteniamo gli sforzi dei nostri ragazzi, che tanto illustrano il tricolore italiano, unendoci al tifo per le loro prestazioni atletiche: forza Italia!

giovedì 30 luglio 2015

Lo staff


La confusione regna nella nuova Amministrazione, che si affanna nel tentativo di difendere la veramente indigeribile delibera di Giunta vòlta a dotare il Sindaco di uno staff di tre persone, al non modico costo di euro 125.000,00 annui.
Corrisponde a verità che l’art. 90, 1° comma del D. Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 (Testo Unico degli Enti Locali) “norma”, come dice il Sindaco, la possibilità di istituzione di uno staff, ossia “di uffici posti alle dirette dipendenze del sindaco per l'esercizio delle funzioni di indirizzo e di controllo loro attribuite dalla legge, costituiti da dipendenti dell'ente, ovvero, salvo che per gli enti dissestati o strutturalmente deficitari, da collaboratori assunti con contratto a tempo determinato”.
Ma si tratta di una facoltà, non di un obbligo, facoltà di cui nessun Sindaco di Saronno, dal 2000 in avanti, si è mai avvalso, tant’è vero che l’ipotesi nemmeno era considerata dalla Dotazione organica del personale del  Comune di Saronno, che oggi la neo Giunta modifica appositamente.
Eppure il Sindaco, secondo la delibera, ha espresso l'esigenza di un presidio delle funzioni di indirizzo e di controllo: e lui che ci sta a fare?  Ha necessità di assistenza continua o di una corte?
Ma che cos’è questo ormai famoso staff?

Si tratta, a tenore della stessa delibera di Giunta, di collaboratori da assumere per funzioni di indirizzo e di controllo; in particolare, di un collaboratore del rango di dirigente  per l’elevata professionalità e specializzazione, tale appunto da essere inquadrato dal punto di vista stipendiale nel contratto della dirigenza, pur non operando, ai sensi del citato articolo 90 comma 3 bis alcuna funzione gestionale, nonché di  altri due collaboratori, da assumere a tempo parziale (fino a un massimo dell’ 80%), appartenenti  alla categoria C, posizione economica C1.
Al di là dell’astruso linguaggio della norma, un dirigente e due funzionari, che non potranno svolgere alcuna funzione di gestione, riservata questa ai Dirigenti ad ai funzionari comunali già esistenti, ma si dovranno limitare a dare indirizzi (politici) e a controllare l’amministrazione (così la Corte dei Conti, sez. I giur. centr. app., 06-12-2012, n. 785/A : “possono essere affidate esclusivamente per funzioni di supporto di attività di indirizzo e controllo alle dirette dipendenze del sindaco al fine di evitare qualunque sovrapposizione con le funzioni gestionali ed istituzionali che devono invece dipendere dal vertice della struttura organizzativa dell’ente”).
Sicuramente, chi sarà chiamato a tali còmpiti così appassionanti ed importanti sarà un genio del giure e dell’organizzazione aziendale, vedremo come andrà la selezione: i dirigenti, il Segretario Generale – che da sempre danno esecuzione agli indirizzi degli Amministratori elettivi – sono evidentemente considerati insufficienti o non abbastanza dotati di elevata professionalità e specializzazione, tanto da necessitare di questa nuova sovrastruttura, che altro non è che la cinghia di trasmissione delle direttive politico-epurative della Giunta leghista.
Ancor più evidentemente, la nuova Amministrazione si sente inadeguata ed ha l’impellente bisogno di una stampella competente per dar corso ai suoi còmpiti istituzionali: governare la città.
Lo staff, quindi, formato da cotanti personaggi di elevata professionalità, sarà il vero governo di Saronno, tramite cui Sindaco e Giunta cercheranno di compensare la propria impreparazione e per mezzo del quale l’apparato comunale sarà controllato e indirizzato negli interessi della maggioranza.
Sotto un aspetto politicante, lo si potrebbe anche capire;  ma sotto l’aspetto etico-politico non si può non rimanere esterrefatti  per una mossa da veri e propri occupanti che Lega ed alleati ci propinano a caro prezzo e con disinvoltura, al pari della formalmente legittima – ma di pessimo gusto ed inopportuna – elezione del fratello del Sindaco a Presidente del Consiglio Comunale (per non parlare delle due coppie di mariti e mogli che siedono in Consiglio Comunale nei banchi leghisti: piace la politica dinastica).
Altro che investimento (errore fatale del Sindaco, che non sa che lo stipendio dello staff   rientra nella spesa corrente, non nel titolo degli investimenti): si tratta di una costosa operazione inutile per i cittadini ed utile soltanto agl’interessi di partito, strumento per la vera e propria colonizzazione di Saronno, anche tramite numerosi non Saronnesi (a partire dal Vicesindaco e da un paio di Assessori).
Né è vero che l’operazione sia a costo zero: il costo dello staff sarebbe compensato dalla mancata sostituzione del dirigente ai Servizi Sociali; certo che in questa epoca di vacche magre  lasciare privo di un dirigente ad hoc e debitamente formato un settore così delicato dell’amministrazione appare di per sé un azzardo. Ma se fosse proprio inutile, il suo mancato costo dovrebbe essere utilizzato per opere ed interventi di carattere pubblico, non per pagarsi la corte (tale è lo staff):  quante cose si sistemerebbero con 125.000 euro in più da spendere nella parte corrente?
Oltretutto, i tre componenti dello staff, come dice la legge, non possono avere compiti di gestione, quindi non si possono sostituire a dirigenti e funzionari, ma saranno lì solo a fare il controllore, l’impositore della pax leghista.
Che, infine, il Sindaco si vanti di aver fatto risparmiare 230.000 euro richiesti da un Dirigente demansionato dalla precedente Amministrazione è – per ora – una boutade. Vorremmo leggere il presunto verbale di conciliazione che dovrebbe essere stato sottoscritto tra Amministrazione e Dirigente ricorrente a conciliazione della causa di lavoro che il Dirigente stesso aveva promosso davanti al Tribunale di Busto Arsizio; una transazione dev’essere autorizzata da delibera di Giunta, di cui ora non si conosce nulla.
E in ogni caso…  è tutto da vedere se si sono risparmiati 230.000 euro; questa somma, richiesta dal Dirigente, non rappresentava un credito certo, liquido ed esigibile, ma soltanto una domanda rivolta al Giudice, che non si sa come si sarebbe pronunciato: avrebbe potuto accogliere, totalmente o parzialmente, la domanda del Dirigente o l’avrebbe potuta rigettare in toto.
Quindi…  non c’è alcun risparmio; tutt’al più, se vi è stata una conciliazione, entrambe le parti dovrebbero essersi fatte reciproche concessioni, come dice l’art. 1965 cod. civ.; è opportuno conoscerle.
A meno che il Giudice del  Lavoro non abbia già respinto il ricorso del Dirigente: ma in tal caso, ci dovrebbe essere almeno il dispositivo della sentenza; il Sindaco, peraltro, appena insediato, non avrebbe mosso un dito per questa vittoria, che sarebbe, invece, della precedente Amministrazione, che ha resistito in giudizio.
Concludiamo – pensando alle imminenti vacanze, di cui ci auguriamo tutti possano beneficiare – con il sommesso invito al Signor Sindaco di approfondire le vicende che finiscono sul suo tavolo, prima di incorrere in incaute dichiarazioni, che depongono negativamente circa la sua attitudine a dirigere la complessa realtà della macchina municipale: ci risparmi il costoso staff, dimostrando le indubbie capacità che Lui e la sua Giunta sicuramente possiedono, come apprenderemo dalla lettura dei curricula degli Assessori e degli altri chiamati, anche da fuori Saronno, nel magico cerchio dell’era leghista: anche a Saronno Servizi s.p.a, speriamo senza ulteriori vincoli familiari.