sabato 22 dicembre 2012

La dissociata



“Vorrei esprimere il mio dissenso dalle posizioni espresse dal consigliere Massimiliano D’Urso in consiglio comunale, assunte a titolo personale”, così l’Assessora Cavaterra, virgo fidelissima e governativa,  in merito al voto negativo del suo collega di Lista (Tu@Saronno) all’adozione del Piano di Governo del Territorio.
Diméntica, però, l’Assessora che anche il Capogruppo della sua Lista non ha votato a favore, ma si è astenuto.
Chi è il dissociato, quindi?
Tanto vale la poltroncina assessorile, da dissociarsi da chi ve l’ha insediata in propria rappresentanza?
Che avesse ragione il Senatore Andreotti: “il potere logora chi non ce l’ha”?
Ma… il mondo è bello perché è vario; Tu@Saronno è bellissima: tre rappresentanti, tre posizioni diverse.
Il trionfo delle nuances.

giovedì 6 dicembre 2012

Finalmente parole di verità


Angelo Scola, Cardinale Arcivescovo di Milano, nell'omelia pronunciata questa sera nell'abbazia di Sant'Ambrogio alla vigilia della ricorrenza del Santo Patrono della città, con voce ferma ed autorevole, ha dettato parole di Verità, che tanto più colpiscono ed inducono alla riflessione, in quanto sono - purtroppo - inconsuete:
“La giusta e necessaria aconfessionalità dello Stato ha finito per dissimulare, sotto l'idea di neutralità, il sostegno dello Stato a una visione del mondo che poggia sull'idea secolare e senza Dio.
Lo Stato cosiddetto «neutrale», lungi dall'essere tale fa propria una specifica cultura, quella secolarista, che attraverso la legislazione diviene cultura dominante e finisce per esercitare un potere negativo nei confronti delle altre identità, soprattutto quelle religiose, presenti nelle società civili tendendo ad emarginarle, se non espellendole dall'ambito pubblico.
Parlare oggi di libertà religiosa significa affrontare un'emergenza che va sempre più assumendo un carattere globale;  fra il 2000 e il 2007 sono stati 123 i Paesi in cui si è verificata qualche forma di persecuzione religiosa. E purtroppo il numero è in continuo aumento”.
Nell'anno della fede, promosso da Benedetto XVI, un ammonimento del Pastore, che aiuterà chi vorrà a discernere il grano dal loglio e a disintossicarsi da una sin troppo lunga ubriacatura da relativismo e rassegnata comprensione.
Buona festa di Sant'Ambrogio, vescovo e dottore della Chiesa.  

domenica 2 dicembre 2012

Svarione ferroviario



Leggo sull'ottimo www.ilsaronno.it, a proposito della pre-inaugurazione della rinnovata ferrovia Saronno-Seregno:
"C’erano addetti ai lavori e tante autorità locali: i sindaci e gli assessori dei comuni coinvolti. Decisamente vistosa, notata da tutti i presenti, l’assenza degli amministratori saronnesi. Per la città degli amaretti, infatti, erano presenti solo alcuni dirigenti" (da altre fonti, si apprende della presenza del solo Comandante della Polizia Locale).
Non conosco le ragioni dell'assenza degli attuali, ìncliti Amministratori: forse sono rimasti fermi alla fiera e demagogica opposizione a questa linea di trasporto pubblico, quando, qualche anno fa, cercarono anche di cavalcare lo scontento di molti Saronnesi proprietari di immobili lungo la vecchia ferrovia, costituitisi in comitato.Tutto andava bene pur di opporsi all'allora Amministrazione.
Probabilmente, rimasero male, allorquando la mia Amministrazione riuscì ad ottenere un radicale e costoso cambiamento del progetto, che - com'è stato realizzato - porta i treni fuori dal centro abitato, ma nel contempo collega la nostra città alla Brianza, a Monza e, in futuro, anche all'aeroporto di Bergamo.
Non ho saputo che ci sarebbe stata questa pre-inaugurazione-collaudo; non che io pretenda inviti, ci mancherebbe altro; io sono ormai al di fuori del giro degli "invitandi"; ma se solo ne avessi avuto notizia, sarei andato volontieri a vedere con i miei occhi e privatamente la realizzazione di un utilissimo progetto per il quale mi sono molto impegnato e nella cui lungimiranza ho fortemente creduto: si tratta di un'opera di enorme importanza, al pari dell'ampliamento dell'autostrada, con le nuove uscite di Uboldo e Origgio, il cui contributo allo "sgravio" del traffico di attraversamento di Saronno è sotto gli occhi di tutti (anche per quest'opera, così rilevante, gli esponenti dell'attuale Amministrazione, insieme a quella allora di Uboldo, fecero le barricate contro...; come dimenticare le mie lotte, fino al Ministero dei Trasporti a Roma?)
Il tempo, una volta di più, si rivela galantuomo: oggi, terminate le grandi opere strategiche, tutti ne possono vivere i benefici; il trasporto pubblico è accresciuto, quello privato agevolato (anche dal sistema di rotatorie, una volta inesistenti...).
Le assenze possono essere fortuite e non volute; o possono rappresentare una reazione indispettita, di chi oggi si rende conto di non avere avuto le giuste intuizioni al momento opportuno.
D'altronde, a ben guardare, le opere rilevanti inaugurate o prossime all'inaugurazione a Saronno e nel circondario appartengono alle decisioni prese da Amministrazioni non più in carica, come la mia: credo sia bene non dimenticarlo, è un dato oggettivo.
Di quella attuale, invece, che ha superato la metà del suo mandato, non risulta in cantiere nulla, dei dieci grandi progetti sbandierati obamicamente nella campagna elettorale, non si è visto niente, siamo a zero: un immobilismo totale, che si contrappone vistosamente a quanto - e molto - realizzato prima del 2009.
Rileviamo solo ossessionate piste ciclabili, l'inutile 30 all'ora, l'IMU al massimo livello, balzelli per poter arrivare a casa propria...
 Certo, c'è la crisi, ma non è solo colpa del Governo (attuale e precedenti) che taglia i trasferimenti agli Enti Locali; questo argomento non basta a giustificare la propria conclamata incapacità operativa; quella di sognare, invece, è ingannevolmente una costante dell’assillante propaganda dell'ìnclita Amministrazione, che si è ridotta a mendicare ai cittadini di buona volontà di prestarsi ad eseguire lavori d'imbiancatura e verniciatura, manutenzione di aree verdi, piccoli interventi di manutenzione stradale o nelle scuole, attività di presidio di parchi e così via perché i soldi sono finiti... Sotto la responsabilità di chi non si dice…

domenica 28 ottobre 2012

Il nuovo Prevosto



Oggi, 28 ottobre 2012, nella ricorrenza della 279ª Festa del Trasporto, ul festùn da Sarònn, il nuovo Prevosto dei Ss. Pietro e Paolo e Parroco della Comunità Pastorale Crocifisso Risorto, Mons. Armando Cattaneo, fa il suo ingresso ufficiale e prende possesso canonico del suo ufficio.
Col rinnovarsi dei Prevosti, uniti da un lungo filo di continuità nel tempo, la comunità cattolica riceve il suo pastore. 
Auguriamo a Mons. Cattaneo di esercitare la sua delicata missione nella nostra città sapendo spargere con saggezza il buon seme del messaggio cristiano e guidando il suo gregge verso una fede matura e solida, nel solco della tradizione della Chiesa ambrosiana e dell’insegnamento del Santo Padre Benedetto XVI e del Cardinale Arcivescovo Angelo Scola, confidando nello sguardo benevolo della Signora dei Miracoli, che da oltre cinque secoli custodisce e preserva i Saronnesi.

sabato 6 ottobre 2012

Con il cappello in mano




Ordunque, la frettolosa decisione della transeunte maggioranza cittadina (che si crede eterna) di chiedere il passaggio di Saronno alla Provincia di Milano al fine di esse poi cooptata nella Città Metropolitana milanese ha avuto il duplice effetto di non essere accolta dal Consiglio delle Autonomie Locali (come già preannunciato dal Presidente della Provincia di Milano, Podestà, che rinvia ogni decisione a tempi più maturi) e di avere distinto drammaticamente Saronno dal suo naturale bacino (a parte Caronno Pertusella, neo amministrata dall’identico centrosinistra, gli altri Comuni del Saronnese o si sono detti contrari o hanno snobbato le pressanti richieste filomilanesi dell’Amministrazione saronnese).
Un risultato a dir poco pessimo.
Inutilmente e prudentemente abbiamo cercato di far riflettere sulla necessità di prendere decisioni solo dopo aver conosciuto l’orientamento degli organi superiori deputati al riordino delle Province (C.A.L., Regione e Governo), così da valutare con dati certi alla mano quale soluzione fosse più adeguata per la nostra città insieme al suo tradizionale territorio, il c.d. Saronnese, per una scelta il più possibile unitaria, capace di restituire al Saronnese una sua propria fisionomia, accompagnata da una seria politica di accordi tra i Comuni, per la gestione insieme dei principali servizi (si pensi solo al governo dell’acqua…), all’interno di un’unica circoscrizione provinciale o metropolitana.
Ma gl’ìncliti dell’Amministrazione saronnese non hanno sentito ragione: innamoratisi di una tesi, l’hanno imposta a tutta forza con la scusa di un’urgenza inventata di sana pianta e della ridicola ambizione di partecipare alla stesura dello statuto della città metropolitana (con il peso di 39.000 abitanti su 3 milioni e mezzo…), piccandosi di essere i primi della classe e travestendosi da meneghini (milanés ariùs direbbero a Milano), più milanesi dei milanesi, senza una seria e democratica verifica della volontà dei Saronnesi (magari tramite un referendum).
Con ciò, si sono presentati con il cappello in mano a Milano, ritornandone con un pugno di mosche.
Con ciò, soprattutto, si sono inimicati gli altri Comuni del Saronnese, che hanno visto in questo colpo di mano un immotivato tentativo egemonico, di cui non si sentiva proprio il bisogno.
Conseguenza: anche presso questi Comuni, in qualsiasi circoscrizione Saronno sarà destinata a confluire, l’Amministrazione si dovrà presentare con il cappello in mano, il capo baffo-barbuto cosparso di cenere, con l’umiltà di chi ha capito di aver voluto strafare, per poter riprendere una collaborazione vera e fattiva.
Ci riuscirà? Vista la tendenza naturale all’arroganza autoreferenziale (si consideri il modo con il quale l’ìnclita Amministrazione si è sbarazzata del C.d.A. di Saronno Servizi, decidendo da sola e contro gli altri Comuni soci), v’è purtroppo da dubitare.
Siamo evidentemente destinati a tenere in mano il cappello o ad inchinarci al berretto del capostazione delle Ferrovie Nord. Inutili, ma... lungimiranti; una soddisfazione da leccarsi i baffi!
Diversamente da altri, non invochiamo le dimissioni dei nostri attuali Reggitori; armati di democratica pazienza, ci limitiamo ad attendere fiduciosi che crollino da sé: le crepe sono già moltissime e visibili.

giovedì 27 settembre 2012

Il capostazione


Ad esito della seduta di ieri sera del Consiglio Comunale, che con l'entusiastico, mistico voto della sola attuale maggioranza ha approvato senza alcun dubbio l'adesione incondizionata di Saronno alla Provincia di Milano in vista della costituenda Città Metropolitana, rimango perplesso per la frettolosità da schiacciasassi dell'Amministrazione, che ha ignorato le opinioni differenti degli altri Comuni del "Saronnese" e mantengo una posizione di vigile attenzione su una materia ancora fluida ed aperta, comunque, a decisioni di organi "superiori". 
Ulteriori, profonde riflessioni sarebbero necessarie; ma - davanti alle granitiche argomentazioni degli illuminati e lungimiranti esponenti della transeunte maggioranza, per molti versi veri e propri spot pubblicitari per le Ferrovie Nord Milano (oggi Trenord) e per i connessi destini delle nostre aree dismesse- sento aleggiare un sospetto, per nulla gradito: che, cioè, quando - vaso di coccio tra vasi di ferro - staremo nella gioiosa, moderna, europea, strategica Città Metropolitana (Milano da bere, à la socialiste?), a Saronno non governerà più un Sindaco eletto dai Saronnesi, ma il Capostazione, con il suo fischietto.

giovedì 13 settembre 2012

Quale Provincia?



La questione del riassetto delle province è delicata e merita riflessioni approfondite e non frettolose; soprattutto richiede ragionamenti “tecnici” il più possibile oggettivi e non condizionati da appartenenze politiche.
L’Amministrazione saronnese, inusualmente solerte come non mai, ha già deciso di chiedere l’adesione alla città metropolitana di Milano e si propone di convincere della bontà dell’idea anche i Comuni dell’ex mandamento pretorile oggi in provincia di Varese: Caronno Pertusella (già convinta), Origgio, Uboldo, Cislago e Gerenzano; a sostegno della decisione, come leggo da dichiarazioni sulla stampa, "far parte della città metropolitana di Milano è nella nostra natura -, anche per in servizi ai cittadini. Così facendo si ripara alla situazione creata nel 1928 (1927, rectius) quando la nostra città divenne parte della provincia di Varese solo per raggiungere il numero di abitanti necessario alla costituzione dell'ente. Tornare su Milano è la giusta condizione perché gli interessi del saronnese si indirizzino verso questo realtà". 
Dall’altra parte, il Sindaco di Uboldo, Lorenzo Guzzetti, con articolate argomentazioni, dichiara invece la sua preferenza di rimanere legato a Varese.
Diversamente da lui, non ritengo che l’esperienza di appartenenza alla provincia di Varese sia sempre stata vantaggiosa per Saronno, costretta – unico caso in Italia – tra ben quattro province (Varese, Como, Milano e Monza e Brianza) – e, soprattutto, soggetta a ben timida considerazione da parte dell’Ente provinciale per la posizione eccentrica di Saronno e del Saronnese “varesino” rispetto al resto della Provincia.
Non dubito dell’efficienza dei funzionari e dei tecnici provinciali varesini, ma rammento, non senza fastidio, le moltissime occasioni in cui Saronno, definita non so quanto simpaticamente “la periferia dell’impero”, “il peduncolo”, “l’enclave”, si sia vista trascurata o posposta ad altre realtà territoriali dalla Provincia: beninteso, spesso proprio per l’eccentricità territoriale del nostro Comune rispetto ai confini provinciali e per la limitatezza del Saronnese, ossia dei Comuni gravitanti su Saronno, suddivisi come detto tra ben 4 province.
Non fu un caso che l’USSL n. 9 ed il Distretto Scolastico n. 9 di Saronno comprendessero ben 20 Comuni, di cui solo 6 in provincia di Varese e gli altri suddivisi tra Como e Milano (unico esempio in tutt’Italia).
Questa frammentazione di un territorio tradizionalmente “saronnese”, un bacino di utenza di 150-200.000 persone ha inesorabilmente sminuito il suo peso politico ed amministrativo e complicato enormemente le cose: per eseguire un’opera pubblica interessante più Comuni del Saronnese, infatti, occorreva spesso raggiungere accordi con tre o quattro Province, dagli assetti interni diversi e spesso incompatibili, con procedure complicate e fortissime perdite di tempo e di energie, a volte a pena della mancanza di accordo.
Alcuni esempi sono significativi: il trasporto pubblico urbano, p.es., divenuto di competenza provinciale, ha tarpato le ali ai logici tentativi del Comune di Saronno di estendere il servizio almeno sino ai confini dei Comuni contermini, per tentare di attutire la pressione del traffico veicolare privato in città; ma ciò è di fatto impossibile, perché questi Comuni, in buona parte, appartengono ad altre province… Per non dire del ricorso al TAR subìto dal Comune di Saronno da parte della Provincia di Milano quando Saronno, nella riorganizzazione del proprio trasporto urbano e della viabilità interna per mitigare il traffico di attraversamento, osò mutare il tragitto interno in città degli autobus provenienti dai Comuni contermini appartenenti a quella provincia.
La questione della gestione del ciclo integrato dell’acqua, che dovrebbe – secondo la logica più elementare – rispettare i bacini imbriferi (nel nostro caso il torrente Lura), come già accade di fatto da decenni e con grande soddisfazione degli utenti tramite Lurambiente s.p.a., i cui soci sono Saronno e Caronno Pertusella in provincia di Varese più altri Comuni ( Bregnano, Cadorago, Cermenate, Guanzate, Lomazzo, Rovellasca, Rovello Porro) in provincia di Como; realtà positiva che dovrebbe essere annullata dall’infelice ed incomprensibile volontà superiore di organizzare la gestione delle acque in àmbiti rigorosamente circoscritti dai confini di una singola provincia.
La gestione delle scuole medie superiori (in cui il Comune di Saronno, quando parzialmente erano di sua competenze, ma anche dopo, vedasi il Liceo Classico, ha investito moltissimo in risorse finanziarie ed in immobili), tutte in Saronno, ma frequentate solo per un terzo da studenti “varesini”.
Qualche anno fa, a fine 2003, stanco di vedere le esigenze di Saronno sistematicamente posposte a quelle delle ben più potenti ed omogenee realtà di Varese con le sue valli, di Busto Arsizio e di Gallarate, lanciai una provocazione per tenere alta l'attenzione sul saronnese e sulle sue problematiche, avanzando l’ipotesi che Saronno entrasse a far parte della Provincia di Como, da cui sarebbero derivati alcuni vantaggi, tra cui l'essere il secondo Comune di quella Provincia e la maggiore vicinanza al capoluogo; la posizione geografica di Saronno, facevo notare, molto a sud nella provincia e confinante con le province di Milano e Como, portava a considerare la nostra zona quasi un mondo a parte, ricco solo di confini.
Ne seguì un dibattito a volte stizzito, ma anche qualche risultato di più solerte attenzione dall’Ente provinciale varesino (con il contentino dell'aggiunta di Saronno nel nuovo stemma provinciale).
Premesse queste considerazioni, mi sorge il dubbio che, con l’adesione alla città metropolitana di Milano, non si risolverebbero i problemi attuali e, forse, se ne creerebbero degli altri: annegheremmo nel mare magnum di un nuovo Ente – dalla natura ancora nebulosa -, dominato per ovvie ragioni dalla metropoli e in competizione con moltissimi altri Comuni di dimensione ben maggiori di Saronno.
D’altra parte, se Busto Arsizio e Gallarate (e fors'anche Tradate) dovessero a loro volta unirsi alla città metropolitana, la provincia di Varese sarebbe in gran parte svuotata e sarebbe inevitabile la riunione del rimanente territorio alla Provincia di Como: in tal caso, non sarebbe conveniente per Saronno e gli altri 5 Comuni - Caronno Pertusella, Origgio, Uboldo, Cislago e Gerenzano restare “comasco-varesini”, in una posizione di maggiore forza, peso e rappresentatività?
Il problema del ciclo delle acque, ad es., si risolverebbe automaticamente (torrente Lura tutto all’interno di un’unica provincia) e non si perderebbe il vantaggio di avere le sedi decentrate di molti enti pubblici (INPS, INAIL, Catasto, ex Provveditorato Scolastico con l’assegnazione delle cattedre agli insegnanti, ecc.) in un capoluogo (Como) altrettanto facilmente raggiungibile e, comunque, destinate a far fronte ad un numero di utenti contenuto e non “metropolitano”.
Ci sarebbe da capire in tutti i casi – come sarebbero riorganizzati i servizi ospedalieri (rimarrebbero le attuali aziende ospedaliere?), mentre le due ASSL di Varese e di Como presumibilmente sarebbero unificate; l’Università dell’Insubria è già suddivisa in due sedi, una a Como, una a Varese.
Ancora andrebbero valutate in tutti i casi le conseguenze su altri servizi pubblici, come le circoscrizioni giudiziarie e le competenze di Carabinieri , Guardia di Finanza, Vigili del Fuoco e su servizi privati ma di rilevanza pubblica (come le sedi in Saronno delle associazioni di categoria, industriali, artigiani, commercianti, camera di commercio, sindacati, patronati, ecc.). Come si vede, il panorama che si presenta è tutt’altro che semplice e risolubile con semplicistiche argomentazioni sulla presunta “naturalità” dell’appartenenza saronnese alla grande Milano o con postumi richiami storici, che danno il via ad inutili revanscismi campanilistici.
Il problema è serio, poiché si tratta di un riassetto amministrativo generale, destinato ad incidere su un sistema che, nel bene e nel male, ci governa ed influisce sulla nostra vita quotidiana con il consolidamento di oltre 80 anni.
Personalmente, ho ancora molte, moltissime incertezze per prendere una posizione definitiva e temo che la fretta sia cattiva consigliera; l’obiettivo, comune a chiunque abbia a cuore l’interesse generale di Saronno e del Saronnese, è quello di una scelta ponderata, che non può prescindere dalla conoscenza preventiva delle scelte e delle decisioni degli altri Comuni della Provincia di Varese, soprattutto dei più grandi e rappresentativi.
Spingere in modo quasi acritico per l’abbraccio con Milano mi sembra imprudente; non è sempre detto che il più grosso sia il più bello; potrebbe essere anche il contrario.
Seguirò con molta attenzione la discussione che si aprirà in punto, nella speranza non infondata che sia di confronto tra vantaggi e svantaggi generali e non tra convenienze di tattica pseudopolitica o frutto di improvvisi, irrazionali innamoramenti.