mercoledì 8 aprile 2009

Chi ben comincia è a metà dell'opra


Le scene raccapriccianti del terremoto in Abruzzo, giunte nelle nostre case in tempo reale, gettano nello sconforto in questa settimana di Passione.

C'è qualcosa di nuovo, tuttavia, questa volta; ho ammirato la compostezza, la dignità, la forza degli Abruzzesi così duramente colpiti e così già proiettati verso l'immediata ricostruzione.

Una lezione imperdibile di ordinata elaborazione di un lutto violento, da cui nasce spontanea la speranza.

Sono loro, in questo momento di fragilità, a dare l'esempio di come si possa reagire: alla natura matrigna, alla contingenza tragica e sfavorevole.

Si sono già rimboccate le maniche, in un silenzio operoso.

La civiltà di un mondo piccolo, che resiste, che non si ferma in attesa: da subito protagonisti.

Tutti li aiuteremo; con una solidarietà orgogliosa: degli uomini e delle donne d'Abruzzo.

martedì 7 aprile 2009

domenica 5 aprile 2009

Idee “nuove” e smemoratezza


Da vent’anni sta seduto
nel municipal consesso;
certamente un bel successo,
forse un record assoluto.

Quale serio testimone
del Comune saronnese,
ne conosce entrate e spese,
con la sua preparazione.

Finalmente candidato
come Primo Cittadino,
capì presto da vicino
che nessun nasce imparato.

Ed infatti ha proposto
come fosse sua invenzione:
non sia l’Amministrazione
delle scuole in ogni posto
tutti i danni a riparare;
vi provvedan gl’istituti
con i fondi ricevuti
che il Comun deve lor dare.

Epperò l’esperimento
il Comune l’ha già fatto;
ma i burocrati d’accatto
ne dettaron fallimento.

Non sia mai, si disser quelli,
che facciam manutenzione!
E la rendicontazione?
Tocca a noi, sì miserelli?
Ben più comodo imputare
al Comun ogni incombenza;
criticar l’inefficienza
che davver darsi da fare.

Di tal che il provvedimento
finì subito in soffitta.

Con l’idea allor sconfitta
viene oggi a dar tormento
l’ineffabil Candidato,
quasi fosse originale.
Scopiazzar, però, non vale:
egli è solo… smemorato.

sabato 4 aprile 2009

Una rondine – come i fiori - non fa primavera

Su un giornale locale, un’anziana signora si lamenta perché, con il marito non deambulante, impiega troppo tempo per recarsi all’Ospedale con i mezzi del trasporto pubblico urbano, mentre l’uso del taxi è costoso.

Un candidato a Sindaco le risponde: “Mancano ormai solo 60 giorni alle ele­zioni comunali di Saronno. Abbia un po’ di fiducia e di ottimismo (Le chie­do di pazientare solo due mesi). Se le cose andranno come ho previsto ci vedremo presto, ma solo per sentirmi dire che il problema è stato risolto”.

Non dice come, però.

A Saronno ci sono sei linee a schema radiale (una di recentissima istituzione), che raggiungono tutte le zone dell’abitato; i costi per le casse comunali (più i forti contributi della Provincia) sono elevati: ossia, il prezzo del biglietto copre solo una modesta parte del costo effettivo del servizio. Ma è un servizio di carattere sociale – tra l’altro sempre più gradito, come dimostra l’aumento costante della vendita di titoli di viaggio e di abbonamenti -, sicché è giusto farlo sopportare al bilancio comunale.

Tuttavia, collegare tutte le strade della città alle destinazioni volute è cosa impossibile, come sa chiunque, anche nelle città più avanzate.

Una soluzione per itinerari scomodi, anche se parziale, a Saronno c’è già.

Infatti, in base ad un accordo promosso dall’Amministrazione Comunale, dal 1° gennaio 2008, i conducenti dei taxi saronnesi applicano uno sconto del 20% (venti per cento) sulle tariffe alle persone portatrici di handicap (anche con accompagnatore) ed agli anziani oltre i 65 anni per le corse effettuate tutti i giorni dalle ore 09.00 alle ore 16.30 all’interno dei confini della città. Un servizio in più che il Comune propone per favorire la mobilità e l’autonomia a costi convenienti, grazie alla collaborazione con i taxisti, che hanno dimostrato grande sensibilità e disponibilità.

E' proprio il caso della gentile lettrice.

Evidentemente, il Candidato Sindaco non lo sa e promette genericamente; serio infortunio per un Candidato che fa della competenza, della conoscenza, della laurea, della professionalità, dell’efficienza un requisito necessario per proporsi ad amministrare la città.

Sostenendo, poi, che «la politica comunale è una espe­rienza “transitoria”, al massimo 10 anni (meglio 5), poi è bene tornare alla propria occupazione lavorativa, al proprio orto ed al volontariato»: per quanto mi concerne, per me sarà così, dopo i miei dieci anni, in cui ho imparato a promettere poco e, soprattutto, a farlo solo quando si conosce bene il problema e si sono già fatti i conti; non è, quindi, una novità.

Altrimenti, come una rondine ed i bei fiori non fanno primavera, così le parole di un Candidato non fanno un Sindaco.

venerdì 3 aprile 2009

SpazioAnteprima


Un consistente gruppo di ragazzi e di ragazze, volonterosi e motivati, hanno accolto con entusiasmo l’invito dell’Amministrazione Comunale a collaborare alla creazione e gestione di uno spazio attrezzato destinato ai giovani, per sperimentare e promuovere attività creative ed espressive, luogo di incontro e confronto, area per allestimenti e perfomance artistiche e per una sala prove a disposizione delle numerose band giovanili della zona.

I ragazzi e le ragazze di SpazioAnteprima (così hanno chiamato il centro) apriranno a tutti i giovani la nuova struttura domenica 5 aprile 2009, con “Una quasi inaugurazione” ; si potrà visitare lo spazio di circa 300 metri quadri, per condividere le prime proposte di utilizzo e per esplorare insieme tutte le potenzialità che lo spazio offre con le ampie sale, il terrazzo ed il piccolo giardino.
Grazie alla Provincia e alla Regione – che cofinanziano -, grazie ai tanti giovani che hanno creduto a questo progetto, per cui si sono impegnati senza schivare fatiche.
Saronno si dota anche di questa realtà mirata, di natura pubblica, in cui si occuperà il tempo (liberamente e con fantasia), non gli edifici.

giovedì 2 aprile 2009

Confronto? Finirebbe in un monologo, perché io non posso ormai promettere nulla

Rispondo al Dott. Luciano Silighini Garagnani, presidente nazionale dell’associazione "Giovine Italia", che dalla stampa mi invita ad un pubblico confronto:

L’abitudine ad interloquire con i concittadini in tempo reale ce l’ho dal 2000, quando aprii una bacheca libera sul sito istituzionale del Comune, ove ognuno poteva scrivere di ogni argomento comunale e riceveva la mia risposta o il mio commento entro 24 ore… Credo di essere un apripista, più che un veterano, in questa materia.
Per venire al merito della Suo ultimo intervento, devo dire che gli elogi alla mia amministrazione non mi impediscono di non condividere l’attacco al sistema di sicurezza causato dalla presenza di certi elementi e la Sua invocazione di maggior attenzione e controllo reale.
Il sistema di sicurezza – come ho spiegato – c’è (e anche Lei lo sa); maggiore attenzione può essere forse ancora data dal Comune, che però ha già fatto la sua parte; occorrono provvedimenti di altro genere, che non rientrano nelle competenze degli Enti Territoriali, ma dello Stato, che i Comuni non possono e non devono sostituire.

D’altra parte, se in Lombardia, come si leggeva oggi sulla stampa, la popolazione straniera è ormai pari al 10%, non c’è da meravigliarsi che a Saronno, da meno del 2% nel 1999, sia cresciuta sino ad oltre il 7% nel 2008 (parliamo di stranieri regolarmente presenti ). È un fenomeno esteso a tutta l’Italia, a volte in modo drammatico.

Perché, dunque, una manifestazione proprio a Saronno per chiedere più controlli? Il problema è nazionale, non locale. Esprimere solidarietà dopo più di un anno? Non significa, piuttosto, riaccendere reazioni generiche ed incontrollabili? Per chiedere alle forze dell’ordine più sicurezza occorre andare in piazza? E come possono le Forze dell’ordine punire gli sfaccendati (ce n’è anche di nostrani…), se sono regolarmente presenti in Italia, muniti di tutti i documenti legittimi ed incensurati? Devono forse ricorrere alla sfera di cristallo, alla cabala o al processo sommario delle intenzioni?

Il problema, dunque, ha una radice lontana… L’incapacità di difendere le frontiere (come fa la progressista Spagna addirittura con la le cannoniere) e l’incapacità di far capire alle migliaia di illusi migranti che l’Italia, l’Europa, non sono la terra del bengodi; meglio sarebbe dar loro una mano concreta ed efficace a crearsi una vita dignitosa nei loro Paesi, senza lo schock di un tragico viaggio della speranza il più delle volte fonte di delusione e di condizioni di vita inaccettabili.

Più che a me, dovrebbe indirizzare le Sue proposte a livelli competenti.

Quanto all’altro fenomeno da Lei tratteggiato (i veri elementi pericolosi che hanno imbrattato le vostre vie ed un monumento sacro e costretto i negozianti a chiudere le saracinesche spaventati), non avrà da me una sola parola: come Ufficiale di Pubblica Sicurezza, sono tenuto ad agire ed a collaborare con le Autorità provinciali a ciò deputate; nel silenzio e nel riserbo, proprio attraverso i quali le Forze dell’ordine sono intervenute a ripristinare la legalità. Ho manifestato sdegno per l’imbrattamento del monumento in memoria delle vittime delle foibe e dell’esodo istriano-giuliano-dalmata; ma è stata l’unica volta in cui mi sono permesso di intervenire pubblicamente; un fatto intollerabile, aggravato dalla vigliaccheria dell’anonimato del buio notturno. Per il resto, mi attengo alla consegna del riserbo, da solo quale possono provenire risultati.

Da quivis de populo, dismessi i panni ed i doveri di Sindaco, parlerò anch’io. Ma non adesso.

Per queste ragioni, considero improduttivo il confronto, che Lei sollecita: sarebbe una questione politica, che non mi sento di prendere in considerazione a sessanta giorni dal termine del mio duplice mandato ed in piena campagna elettorale; finirebbe in un monologo, perché io non posso promettere nulla.

Chieda piuttosto ai partiti ed alle formazioni politiche, ne potrebbe derivare un confronto interessante ed appassionato (si interroghi, anche, sulle motivazioni dell’ostracismo di cui lamenta di essere stato vittima sinora); a me resta, per un paio di mesi, solo l’amministrazione ordinaria; non posso proprio arrogarmi il compito di disegnare soluzioni ed innovazioni, che sono materia da programma elettorale, a cui io sono ormai estraneo.

Et de hoc satis.

Le ricambio i cordiali saluti.

mercoledì 1 aprile 2009

Da monologo a dialogo. Con sopresa (ma non "pesce d'aprile")

Parrebbe che i miei pensierini quotidiani non abbiano ricevuto, finora, molti commenti pervenuti al blog; dovrei rassegnarmi all’insuccesso, derivante dallo scarso interesse che le mie opinioni suscitano (opinioni di uno “scadente”, a cui mancano poco più di sessanta giorni di doveri istituzionali).
E invece… mi sono accorto, con una certa sorpresa, di essere riuscito a suscitare reazioni e riflessioni; non tanto nel mio entourage quotidiano, quanto in persone con cui spesso ho faticato a dialogare, che in modi diversi mi hanno avvicinato o telefonato per approfondire gli argomenti, senza scrivere commenti (per aggiungere i quali hanno lamentato che occorra una procedura piuttosto macchinosa).
Ne sono lieto, ovviamente; non si finisce mai di imparare; soprattutto quando rilevo – per contro – ben altri silenzi.
Mi torna in mente, in proposito, un aneddoto – peraltro molto noto - di Don Edoardo Benetti, fratello di Mons. Antonio Benetti, amatissimo Prevosto per molti lustri: “quando si sarà in Paradiso – annotava arguto don Edoardo – ci si stupirà, anzitutto, di esservi; poi di trovarci persone che non si sarebbe mai creduto di incontrarvi; infine, di non trovarvi molti di quelli che avremmo scommesso vi sarebbero ascesi senza neanche passare dal Purgatorio!”.
Don Edoardo era un saggio.