sabato 14 novembre 2015

Dalla pietà a una reazione decisa



Nessun fiore, oggi.
Si, è vero, coi fiori si adornano le tombe.
Ma adesso i sepolcri sono ancora vuoti, ci solo solo 120 salme oltraggiate e disperse, che richiedono pietà e destano sgomento prima di essere ricomposte e degnamente riposte.  
Il male è tra di noi. 
Il puzzo di zolfo si è sostituito al profumo dell'incenso. 
Gli assassini nel nome di un dio inumano come i suoi truci missionari si beano con la falce della morte, seminano strage e terrore. 
Non sono dei folli, non sono fanatici: questa è la loro natura, questa è la loro idea di primitiva società, questa è la loro fede, che richiede sacrifici umani, spargimento di sangue, macellazione rituale. 
Un disegno tragico, brutale, contro cui reagire. 
Il male ha un nome, si chiama Stato Islamico.
Islamico.
Non cristiano, ebraico, buddista, induista, animista. 
Non c'è più tempo, il califfo redivivo dell'islam ha scatenato le truppe, che sono tra di noi e ci colpiscono a tradimento. 
La tolleranza ha prodotto le stragi. 
Adesso basta, non si può inneggiare al dialogo solutorio con chi ci vuole solo sottomettere e capisce soltanto la lingua della guerra. 
“Getterò il terrore nei cuori dei miscredenti: colpiteli tra capo e collo, colpiteli su tutte le falangi!” (Corano, 8:12).
Siamo in pericolo, ci considerano infedeli da abbattere. 
È l'ora della reazione, ci dobbiamo mobilitare per difendere la nostra sicurezza, la nostra pace, la nostra civiltà, il nostro futuro.
La pietà non basta più.
Questa è la fine per chi, come noi, crede nel Dio della misericordia o, comunque, nella pace, nell'eguaglianza, nella libertà:
“La ricompensa di coloro che fanno la guerra ad Allah e al Suo Messaggero e che seminano la corruzione sulla terra è che siano uccisi o crocifissi, che siano loro tagliate la mano e la gamba da lati opposti o che siano esiliati sulla terra: ecco l’ignominia che li toccherà in questa vita; nell’altra vita avranno castigo immenso.” (Corano, 5:33).
Li abbiamo già visti all’opera dove hanno preso il potere, senza remore e con cieca violenza, con trista coerenza: taglio di gole, crocifissioni, roghi, lapidazioni, frustate, riduzione a schiavitù, donne e bambine violate, vendute, costrette al matrimonio, conversioni forzate, insigni opere d’arte demolite, chiese e templi abbattuti, comunità disperse e incarcerate.
Noi aderiamo (ma lo sappiamo?) alla Dichiarazione universale dei diritti dell’Uomo dell’ONU, che all’art. 18 attesta: Ogni individuo ha il diritto alla libertà di pensiero, coscienza e di religione; tale diritto include la libertà di cambiare religione o credo, e la libertà di manifestare, isolatamente o in comune, sia in pubblico che in privato, la propria religione o il proprio credo nell'insegnamento, nelle pratiche, nel culto e nell'osservanza dei riti”.
Ma ciò non è compatibile con l’Islam, la cui contrapposta  Dichiarazione islamica dei diritti dell'uomo, proclamata il 19 settembre 1981 (beffardamente) a Parigi, in proposito dichiara: “Art. 12 - Il diritto alla libertà di pensiero, di fede e di parola -  Ogni persona ha il diritto di pensare e di credere, e di esprimere quello che pensa e crede, senza intromissione alcuna da parte di chicchessia, fino a che rimane nel quadro dei limiti generali che la Legge islamica prevede a questo proposito. Nessuno infatti ha il diritto di propagandare la menzogna o di diffondere ciò che potrebbe incoraggiare la turpitudine o offendere la Comunità islamica: «Se gli ipocriti, coloro che hanno un morbo nel cuore e coloro che spargono la sedizione non smettono, ti faremo scendere in guerra contro di loro e rimarranno ben poco nelle tue vicinanze. Maledetti! Ovunque li si troverà saranno presi e messi a morte» (Cor., XXXIII:60-61)”.
Non illudiamoci, la differenza è ontologica, insuperabile; tertium non datur.
Oggi ci indigniamo, ma domani torneremo superficialmente alle comodità di una vita sazia e orba, tanto preoccupati di non discriminare, di tollerare, di essere comprensivi, aperti, “moderni”; con ciò negando le nostre radici, la tradizione di secoli che ha dato una fisionomia alla nostra civiltà.
Relativisti d’accatto, con il complesso di colpe non vissute, stiamo perdendo l’identità, che è un diritto per ogni individuo, per ogni comunità, per ogni popolo e che noi stemperiamo, attutiamo in nome di un incoerente rispetto per gli altri, al punto di negare le nostre origini e abitudini.
Ma questi altri, fortemente motivati e coerenti, non hanno rispetto; hanno uno scopo, peraltro definito sacro dalle loro increate scritture, che promettono premi eterni a chi combatte per quella finalità: la sottomissione universale.
Le stragi proseguono: si abbattono aerei, di uccidono giornalisti, si sparge il terrore in una tranquilla serata di novembre.
Fino a quando il “nostro” mondo resisterà?
Gli esempi sono sconfortanti: non dimentichiamo che le più antiche Chiese apostoliche dell’Africa settentrionale, da cui veniva Sant’Agostino, sono state spazzate via in pochi decenni dopo le conquiste islamiche dei secoli VII e VIII: chi se le ricorda?; al giorno d’oggi, i cristiani, dal 10% che erano con Saddam Hussein, sono praticamente spariti dall’Iraq e stanno sparendo dalla Siria, ridotti a profughi; i Copti egiziani, 25% della popolazione all’inizio degli anni ’50, si sono ridotti al 10% in un paese tra l’altro “moderato” e se ne vanno in esilio.
Adesso la minaccia è qui: a Parigi, in Europa; l’8 dicembre inizia il Giubileo a Roma.
Che aspettiamo? Siamo già rassegnati a scomparire?
Potrebbe essere una soluzione, comoda, anestetica…
Tutti sottomessi, senza più i problemi della democrazia, della libertà: omogeneizzati, sterilizzati, verso l’estinzione.
Piangere i morti a Parigi non basta; «un attacco alla pace di tutta l'umanità che richiede una reazione decisa e solidale da parte di tutti noi per contrastare il dilagare dell'odio omicida in tutte le sue forme» (Papa Francesco, tramite il portavoce p. Lombardi).
Urge pensarci.
Seriamente.
Con la consapevolezza di chi siamo, da dove veniamo, di quale futuro vogliamo per i nostri figli, per la nostra Patria, per la nostra civiltà.

È un dovere, anche se costerà.

giovedì 5 novembre 2015

Tra slogan e realtà: l'occupazione




"Prima i saronnesi. Viva Saronno, viva la Libertà", così conclude il suo stizzito ed insofferente intervento su inno nazionale e fascia tricolore il Capogruppo della Lega Nord Lega Lombarda per l'Indipendenza della Padania.
Condividiamo pienamente l'invocazione; ma non possiamo non avvederci dell'intima contraddittorietà tra questo slogan (peraltro usato nella recente campagna elettorale, insieme al "cambio di musica") e l'azione concreta posta in essere dalla medesima Lega.
Prima i Saronnesi? 
Come mai, allora, un Vicesindaco e un paio di Assessori che Saronnesi non sono?
Come mai un capo dello staff - cui il Sindaco si affida ciecamente come motore dell'Amministrazione - di Tradate?
Come mai diversi Consiglieri Comunali di fuori Saronno?
Come mai consiglieri di amministrazione di Saronno Servizi non Saronnesi?
Come mai così tanti nullatenenti ed inoccupati tra i nuovi componenti dell'Amministrazione (basti vedere le dichiarazioni dei redditi pubblicate: imbarazzanti)?
Forse è il caso di modificare opportunamente lo slogan, che pure ha avuto tanto successo: "Prima la Lega" o, più propriamente: "Prima i leghisti (di provata fede o rimasti senza occupazione o senza reddito o parente o coniuge)".
In ciò, conveniamo, la Lega (non solo saronnese) è imbattibile: occupa tutto, con l'efficacia di una ruspa. 
Ovviamente, le indennità dei nuovi amministratori (per molti l'unico reddito!) continuano a provenire dalle casse comunali e statali: ma di ciò non ci si lamenta; in questo caso, anche Roma va bene.
Se questa è la sobrietà...
Se questa è nuova musica...
Meglio l'inno nazionale, meglio il tricolore: questi, almeno, appartengono A TUTTI.

mercoledì 4 novembre 2015

E la piazza diventò cortile



Nell’ultimo Consiglio Comunale è stata definitivamente approvata una variante del Piano di Lottizzazione residenziale in corso di edificazione alla Cascina Colombara; la variante era già stata adottata con delibera del Consiglio Comunale del  28 gennaio 2015.
Potrebbe sembrare un atto dovuto, giacché tra la prima e la seconda deliberazione non sono nemmeno pervenute osservazioni dai cittadini.
Invece, pur nella secondarietà del punto all’ordine del giorno, si sono registrate alcune interessanti e, per certi versi, sorprendenti situazioni: sia nel merito, sia nelle valutazioni politiche.
Nel merito: “in sostanza, le modifiche riguardano la trasformazione di un'area prevista a piazza in un'area verde con all'interno una pista ciclabile”, così spiegava l’allora Assessore Campilongo e così ha ripetuto diligentemente la neo Assessora Pellicciotta. Con nonchalance, poiché evidentemente una piazza pubblica (che avrebbe peraltro avuto la denominazione di “Piazza Paolo VI”) ed un bel cortile a verde sono intercambiabili…
Una piazza è pubblica, è un luogo aperto a chiunque, per l’aggregazione e per il passaggio; un’area a verde, seppur arricchita da una pista ciclabile (comunque non incompatibile con una piazza), rimane un’area “aperta”, nominalmente, ma quando è collocata – come nella fattispecie – all’interno di un complesso edificato condominiale si trasforma di fatto in un cortile a beneficio dei residenti , che ne custodiranno gelosamente l’uso; un’area verde, si sa, aumenta il valore degli immobili; un’area verde attrezzata sarà inevitabilmente la corte comune dei residenti.
C’è poi un risvolto economico non indifferente: della manutenzione di una piazza pubblica si sarebbe dovuto occupare, a proprie cure e spese, il Comune, com’è logico. Non si è detto, invece, nella deliberazione approvata, a chi spetterà la manutenzione dell’area verde attrezzata; dovrebbe spettare, quindi, ancora al Comune.
Bella forza: dove si trova un condominio il cui cortile verde viene mantenuto non dai condòmini, ma dal Comune? Sarebbe un assurdo, sicché ci auguriamo che, come annunciatomi fuori onda dalla gentile Assessora Pellicciotta, l’Amministrazione riesca a chiarire questo punto ed a porre le spese di manutenzione a carico dei condomìni beneficiari dell’area verde. Magari ci si sarebbe dovuti svegliare prima dell’adozione e dell’approvazione di questa variante… Non è un dettaglio di poco conto.
Se, dunque, una piazza si è convertita in cortile, ancor più clamorose sono le conversioni delle forze politiche su questo punto all’ordine del giorno.
Su mia richiesta, l’Assessora Pellicciotta mi ha precisato che la delibera di adozione della variante fu approvata dal Consiglio Comunale del  28 gennaio 2015 con i voti favorevoli del Partito Democratico, della scomparsa Italia dei Valori, di Tu@Saronno, del Partito Socialista. Astenuti: Lega Nord Lega Lombarda per l’Indipendenza della Padania e Unione Italiana.
In propòsito, il Consigliere leghista Veronesi  dichiarava: “Per quanto riguarda invece il Piano di Lottizzazione residenziale via Boccaccio via Don Sturzo Torres, il Gruppo Consiliare della Lega Nord Lega Lombarda per l'indipendenza della Padania in passato si era dimostrato molto dubbioso per quanto riguarda la nuova edificazione di quest'area verde, che c'è in Cassina Colombara, per cui ovviamente non possiamo certo essere a favore oggi dopo che avevamo votato contro diverso tempo fa, ormai si parla mi sembra del 2006 quindi sono passati diversi anni. Mentre il Piano di Lottizzazione di cui si parla è un Piano che effettivamente non viene approvato questa sera perché è semplicemente una variante però riguarda veramente un aumento di costruzioni in una zona tranquilla, un'area verde e quindi sostanzialmente sarà un aumento di cemento molto massiccio su un’area che attualmente è verde. Quindi sicuramente siamo perplessi per questa proposta di variante”.
Al Consiglio Comunale di giovedì 29 ottobre, invece, abbiamo assistito ad un vero e proprio ribaltamento: Lega Nord Lega Lombarda per l’Indipendenza della Padania e Fratelli d’Italia hanno votato a favore (assente l’unico Consigliere di SAC Saronno al Centro, che non avrebbe comunque potuto partecipare al voto per  notorio conflitto di interesse); il Partito Democratico si è astenuto.
Potenza della conversione sulla via della Colombara, una riedizione minimale della via di Damasco:
-           il Partito Democratico ci ha ripensato, ripudiando il suo primigenio atteggiamento favorevole, forse memore degli schieramenti realizzatosi durante la campagna elettorale ed al ballottaggio, in particolare, senza il soccorso di liste su cui aveva forse fatto conto;
-          la Lega Nord Lega Lombarda per l’Indipendenza della Padania ha abbandonato le sue sicure perplessità e l’astensione ed ha compattamente votato a favore, senza alcun intervento a spiegazione del mutato suo orientamento. Ma la nuova maggioranza, dominata dall’autosufficiente Lega, sa essere benevola con gli alleati, specie se assenti. E non si trattava di un atto dovuto (come l’approvazione del conto consuntivo della passata Amministrazione, fatto tecnico).
Solo Unione Italiana ha mantenuto le sue posizioni contrarie al provvedimento.
Piegarsi alle convenienze “politiche” del momento, abbandonando un minimo di decente coerenza, non è certo un bel segno: questo realismo è capace di condurre a chissà quali contorcimenti e ribaltoni…

Facciamocene una ragione: una piazza in meno, un cortile in più; dov’è finito l’interesse pubblico? 

IV NOVEMBRE


IV NOVEMBRE
IIIC ANNIVERSARIO DELLA VITTORIA
CENTENARIO DELL'ENTRATA IN GUERRA MCMXV
GIORNATA DELL'UNITA' NAZIONALE
FESTA DELLE FORZE ARMATE ITALIANE

Un commosso pensiero di gratitudine
ai generosi Caduti di tutte le guerre,
il cui sacrificio ha dato agli Italiani
la pace ininterrotta da settant'anni,
vegliata dalle nostre Forze Armate,
presidio dell'unità della Patria italiana,
all'ombra del Tricolore. 

Ci auguriamo che domenica 8 novembre, quando sarà celebrata la festa patriottica, si tornino a vedere a Saronno i tricolori italiani e si possa ascoltare l'Inno Nazionale, nella giornata dell'Unità Italiana.
Ci auguriamo anche di vedere il Sindaco, che rappresenta tutti i Saronnesi, con la fascia tricolore a tracolla, quella che sinora ha omesso di indossare anche nei momenti più solenni, sostituita da lugubri tenute nere e vistosi accessori verdi.
Ci auguriamo che il Sindaco, primo cittadino, sia fisicamente presente alla celebrazione in onore dei Caduti di tutte le guerre, dell'anniversario della Vittoria, che portò a compimento l'unità italiana, delle Forze Armate, costante presidio della nostra sicurezza.
Presente personalmente, non per delega a qualche volonteroso Assessore: un'assenza - anche se egregiamente sostituito - sarebbe uno sfregio ai sentimenti dei Saronnesi che si sentono di appartenere alla grande comunità degli Italiani e si riconoscono nella Costituzione della Repubblica, a cui il Sindaco ha giurato fedeltà.
Ci auguriamo di ascoltare un suo discorso, che si concluda - come da sempre - con l'invocazione "Viva l'Italia, viva la Repubblica!".
Non ci sembra di chiedere nulla di strano; solo il rispetto per le tradizioni nazionali e per i Saronnesi che non le hanno dimenticate.

Pierluigi Gilli, Capogrupo di Unione Italiana

venerdì 23 ottobre 2015

Cautela con i patrocini


Comunicato stampa

La manifestazione “Wolf of the ring” ha destato un certo stupore e reazioni sanguigne per  il patrocinio concesso dal Comune all’evento programmato alla metà del mese di novembre, a cura di “Wolf of the ring”, un’associazione dedicata allo sport da combattimento, e da “Bran.co branca comunitaria onlus”, dedita alla diffusione delle arti marziali in difesa delle donne, come si può leggere sui siti ufficiali di esse.
Tali associazioni sarebbero connotate da forti richiami ad esperienze di estrema destra, le cui ideologie abbraccerebbero e praticherebbero.
Orbene, la XII disposizione transitoria e finale della Costituzione e la legge 645/1952 (la c.d. legge Scelba) puniscono chiunque “ promuova od organizzi sotto qualsiasi forma,la costituzione di un'associazione, di un movimento o di un gruppo avente le caratteristiche e perseguente le finalità di riorganizzazione del disciolto partito fascista” oppure chiunque “pubblicamente esalti esponenti, princìpi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche”.
Poiché siamo in uno Stato di diritto, è compito della Magistratura giudicare chi contravviene a tali norme ed irrogare le sanzioni.
Nella fattispecie, non risulta che siano intervenute pronunce della Magistratura in questo senso nei confronti delle due associazioni predette.
Tuttavia, dalla lettura dei contenuti dei loro siti ufficiali, molti dubbi e perplessità emergono.
In una situazione come questa, in cui si confondono molte ambiguità e stranezze, un’Amministrazione seria ed attenta eviterebbe, quantomeno per motivi di opportunità e di cautela, di concedere il patrocinio municipale a manifestazioni organizzate da soggetti sospetti.
Se, dunque, dalla concessione del patrocinio civico sorgono divisioni, polemiche e allarme sociale, un’istituzione democratica ben si guarderebbe dal farsene coinvolgere.
Non compete a noi giudicare con la forza di una sentenza la qualità e l’appartenenza politico-culturale di tali associazioni; è la Magistratura che deve intervenire, se ve ne siano le condizioni.
Nel frattempo, la manifestazione sportiva si tenga pure, se nessuno l’ha legittimamente vietata; piuttosto, però, l’Amministrazione, in quanto Istituzione democratica, desista dal nobilitarla con il prestigioso patrocinio, per non dar mostra, anche solo indirettamente, di essere vicina culturalmente ed ideologicamente alle associazioni di cui si tratta.
Nel dubbio, meglio astenersi e non contribuire, anche in perfetta buona fede, alla creazione di allarme sociale e di spiacevoli fratture fra i Concittadini, generatrici di inutili tensioni: auspichiamo, pertanto, per questi motivi e secondo le regole auree della preventiva prudenza e per non alimentare altre, inutili polemiche divisive, che il patrocinio sia revocato, al di là della sua dimostranda valenza sportiva.
      Saronno, 23 ottobre 2015.

Gruppo Consiliare di Unione Italiana
Comitato di Saronno di Unione Italiana

martedì 20 ottobre 2015

Il nuovo rito segreto della “Ciocchina”


Sabato 24 ottobre, vigilia della festa del Trasporto, saranno consegnate le Civiche Benemerenze “La Ciocchina”, appuntamento ormai tradizionale da quando, nel 2003, fu istituito come onorificenzamunicipale con deliberazione della mia prima Amministrazione, che accolse la generosa offerta dell’associazione Studi Interdisciplinari di renderla patrimonio civico, dopo averla creata anni prima in forma privata.
Sembrerebbe tutto pronto per la solenne cerimonia: sono stati diramati gli inviti ai Consiglieri Comunali, sono stati affissi i manifesti per avvisarne i Saronnesi.
La Civica Benemerenza è disciplinata dalle Tavole Fondative, che si possono consultare sul sito ufficiale del Comune, che io stessi ebbi l’incarico di redigere personalmente.
Tutto è pronto, quindi; non resterebbe che rallegrasi con i i vincitori.
Ma c’è un “ma”, una novità che l’Amministrazione leghista ci ha riservato…
L’art. 3, comma 7.delle tavole Fondative recita: “7. Il Sindaco, a nome della Giunta Comunale, darà comunicazione al Consiglio Comunale della deliberazione della Giunta nella seduta immediatamente successiva; sino a tale comunicazione, i nominativi degli insigniti non potranno essere divulgati e, a tal fine, la deliberazione della Giunta Comunale sarà temporaneamente segretata”. 
Poiché il termine per la decisione della Giunta è il 30 settembre (art. 3., comma 5.) e la consegna avviene la vigilia del Trasporto (art. 4., comma 1. - termine mobile, quest'anno il 24 ottobre), è evidente che il Sindaco debba dare comunicazione al Consiglio Comunale degli insigniti tra il 1° ottobre e il sabato della consegna: in questo periodo si deve tenere "la seduta immediatamente successiva" del Consiglio Comunale.
È con questa comunicazione al Consiglio Comunale che la deliberazione della Giunta, che è segretata, viene resa pubblica, davanti al Consiglio Comunale, che è l’organo di massima rappresentanza dei cittadini, da loro stessi eletto.
Così è sempre stato, com’è agevole costare dalla lettura degli estratti dei verbali di alcuni Consigli Comunali degli anni scorsi e come logica vuole:

C.C. 29 settembre 2014
Sindaco Porro:  Secondo le tavole fondative sapete che, entro il 31 agosto, i cittadini devono presentare delle candidature e che la Giunta, durante il mese di settembre, valuta queste candidature e quindi poi conferisce questo premio denominato “la Ciucchina”. Per l’anno 2014 le persone o l'associazione che verranno premiate nel corso della cerimonia che si terrà sabato 25 ottobre 2014 sono le seguenti, quindi da questo momento, da quando verranno rese pubbliche, sia la stampa che i cittadini lo sapranno, e sarà possibile darne anche divulgazione. I premiati, per il 2014, saranno….

C.C.  30 settembre 2013
Sindaco Porro:  La prima comunicazione riguarda l'onorificenza della Ciocchina che come ogni anno è consuetudine si celebri nella nostra città nel mese di ottobre. La vigilia della festa del trasporto, l'ultimo sabato del mese di ottobre, si terrà questa cerimonia, la Giunta come tutti gli anni, in base alle tavole fondative del regolamento, ha deciso i nominativi delle persone a cui conferire il giorno 26 ottobre l'onorificenza della Ciocchina. Do comunicazione, nessuno a Saronno ne è a conoscenza se non il sindaco e gli assessori perché così recitano le tavole fondative per cui sarete i primi voi questa sera a conoscere in diretta dalle parole del Sindaco quali saranno le persone che verranno insigniti di questa onorificenza. La Giunta ha deciso che quest'anno i premi verranno consegnati a...

C.C.  10 ottobre 2012
Sindaco Porro: La prima comunicazione a termini di regolamento riguarda le benemerenze che quest’anno la città di Saronno consegnerà a dei cittadini in occasione della Ciocchina per il 2012 che si terrà sabato 27 ottobre alle ore 16.30 presso questa sala consiliare. Le persone o le associazione che quest’anno verranno insignite di questo prestigioso premio saronnese denominato la Ciocchina saranno le seguenti….

C.C. 27 settembre 2011
Sindaco Porro: La prima comunicazione che devo al Consiglio comunale è la seguente, secondo quanto previsto dalle tavole fondative della civica benemerenza La Ciocchina comunico al Consiglio comunale che la Giunta nella seduta del 22 settembre ha determinato per l’anno 2011 di conferire la benemerenza ai seguenti soggetti….

C.C. 30 settembre 2010
Sindaco Porro:  Un'ultima comunicazione questa volta invece è molto più bella come notizia, volevo comunicarvi del conferimento della civica benemerenza della Ciocchina che, per l'anno 2010, la Giunta ha ritenuto di dover consegnare come riconoscimento per il prestigioso, come prestigioso premio saronnese, alle seguenti persone…

C.C.  22 settembre 2008
Sindaco Gilli: Secondo quanto previsto dalle tavole fondative della civica “Benemerenza” la Ciuchina comunico al Consiglio comunale che la Giunta comunale ha determinato per l’anno 2008 di conferire la Benemerenza ai seguenti soggetti….

C.C. 1° ottobre 2007
Sindaco Gilli: do lettura dei nominativi degli insigniti della Civica Benemerenza…

Ricevuto l’invito alla cerimonia del 24 ottobre, ho partecipato alla seduta dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio dello scorso martedì, dove abbiamo appreso che il Consiglio Comunale è convocato per il 29 ottobre, cioè dopo l’avvenuta consegna delle civiche benemerenze.
I Consiglieri di opposizione, meravigliati, hanno fatto presente la stranezza;  il presidente del Consiglio Comunale, Fagioli Raffaele (non Alessandro, che è il fratello Sindaco), con fastidio,  ha replicato che il regolamento (le Tavole Fondative)  dicono che i nominativi degli insigniti sono comunicati al Consiglio Comunale DOPO la consegna!
Evidentemente, io non capisco niente, benché il regolamento lo abbia scritto io di mio pugno e malgrado da sempre si sia fatto in modo diverso; sono diventati lo smemorato di Collegno e sono anche in buona e numerosa compagnia. I leghisti, il Presidente del Consiglio, nella loro eccelsa capacità ermeneutica e regolamentare, hanno inventato una sorta di interpretazione autentica a dispetto dell'autore e dei loro predecessori.
Pertanto, i nomi dei premiati saranno noti solo il giorno della premiazione…. 
Salvo che sia stata fatta una modifica del regolamento, con delibera secretata e retroattiva (ma ciò non sarebbe legittimo, perché non sussistono le condizioni per la secretazione di una deliberazione), ci troviamo – Saronnesi, Consiglieri Comunali, giornalisti – di fronte ad un comportamento dell’amministrazione illogico e contraddittorio, irrispettoso del Consiglio Comunale e dell'opinione pubblica: che senso ha comunicare i nominativi al Consiglio Comunale DOPO che le benemerenze sono già state consegnate? Come si fa ad avvisare i vincitori PRIMA della cerimonia di conferimento, se il nominativo non potrà essere divulgato? Gli insigniti come lo sanno? Via etere? Per divina ispirazione? Come si può costringerli al silenzio? Ci si affida ai Servizi Segreti? Come potranno gli insigniti portare con sé alla cerimonia amici e parenti, giustamente orgogliosi? Ingiungeranno loro di tacere?
Non aggiungo altro, se non che la deliberazione di scelta dei nominativi (che secondo le Tavole Fondative deve essere adottata entro il 30 settembre di ogni anno) è pure tardiva e postuma, perché adottata il 5 ottobre.
C’è da domandarsi quali siano le ragioni di cotanta segretezza, sembra quasi che si tratti di un rito di una setta segreta…
Per contro, a partire dal Consiglio Comunale, cui il Sindaco avrebbe dovuto fare l'annuncio dei premiati, è un atto civico di rilevante importanza simbolica, un esempio di virtù civiche da proporre ai Saronnesi con la massima pubblicità.
La Lega non ama l’informazione, come ha già ben dimostrato con la penosa vicenda degli spazi negati ai Gruppi Consiliari su “Saronno Sette”; anche in un’occasione di festa si ammanta di ridicolo riserbo, motivato con cervellotiche interpretazioni.
A meno che… (absit iniuria verbis) conti sul fattore sorpresa, avendo fatto scelte nel proprio laghetto… 
Dopo lo staff ad usum Delphini, anche premiati orientati?
Personalmente, attenderò il Consiglio Comunale del 29 ottobre per apprendere dalla viva voce del Sindaco i nomi dei premiati il 24… 
I riti a scatola chiusa non mi vanno proprio giù: ciò che è civico è di tutti, non di una sola parte.