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martedì 8 marzo 2011

Ricami (34): la caduta degli Angeli


La Giunta del progresso, nella sua coerente opera di smantellamento, ha revocato la delibera della precedente Amministrazione con cui si erano adottati il logo e la dicitura “Saronno Città degli Angeli”.
Motivazione: non aver ottenuto l’autorizzazione della Curia e scelta discrezionale della Giunta, che non ritiene tale simbologia conveniente e rappresentativa della città.
Si potrebbe argomentare a lungo su queste ragioni, ma non ne vale la pena; giuridicamente, appare alquanto dubbio che occorra chissà quale abilitazione per l’uso (peraltro stilizzato e compositivo) di raffigurazioni ab immemorabilibus di pubblico dominio; deludente (ed uso un eufemismo) se davvero la Curia ha avanzato seriamente pretese in merito, soprattutto se di carattere pecuniario; senza ricorrere al libero esame, mi sovverrebbe il passo di Matteo, 21, 12.
In conclusione: gli Angeli sono caduti, con buona pace degli attuali, provvisori Amministratori, anche di quelli pii e devoti, cattolici adulti  e sensibilissimi alla laicità (rectius: al laicismo).
Via gli Angeli, che cosa li sostituirà?
Attendiamo ansiosi e curiosi di ammirare la fervida fantasia delle Giubbe Rosse che ci reggono.
Ci permettiamo un suggerimento: i diavoli.
Nessuno, si suppone, anche per scaramanzia, avanzerebbe presunti diritti sulla loro immagine, men che meno la Curia o i pii e i devoti: libero mercato.
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Postilla serale
Lette le auguste dichiarazioni in proposito del Capo dell'Amministrazione, osservo sconsolato che gli Angeli di Gaudenzio Ferrari e - in genere - il bellissimo ciclo pittorico dei leonardeschi al Santuario non possano - secondo Lui - identificare la città, che nessuno metterebbe in relazione a tali Angeli.
Sarà.
Bisogna dirlo, però, anche alle migliaia di visitatori, molti stranieri, che in numero crescente vengono apposta a vedere il concerto degli Angeli nel nostro Santuario, un unicum nel suo genere; sono gli stessi Angeli che compaiono da decenni su molte delle confezioni dei biscotti per cui Saronno è nota; i medesimi Angeli che per qualche anno hanno adornato il sito web della Conferenza Episcopale Italiana.
Curioso: ci si preoccupa di "autorizzazioni della Curia", ma si parla di "Città degli amaretti", come se qualche impresa non abbia brevettato il prodotto e registrato il nome e il marchio...
Adesso mi aspetto altre "epurazioni".... Nell'ottica della città della solidarietà e dell'accoglienza, ovviamente.
Infine, al Sig. Sindaco - che premurosamente si occupa anche delle mie notti - confido che di notte dormo tranquillamente, anche se poco.
Che i problemi siano altri è una verità incontestabile: peccato che a questi altri, preponderanti problemi, l'Amministrazione in carica da ormai un anno non abbia posto mano, né dia segni di soluzione: si balocca con gli aspetti cromatici e con le espulsioni degli Angeli; questi sono gli argomenti che sa offrire alla riflessione altrui.
Mi fa comunque molto piacere sapere che sarà impiegata la tricromia della bandiera nazionale per il 150° anniversario dell'Unità d'Italia; come pure la cerimonia dell'alzabandiera organizzata il 17 marzo in Piazza Libertà: occasione per onorare l'anniversario e per usare i pennoni, da me voluti qualche anno fa, accolti da chi ora ci regge con il sarcasmo e il disprezzo per una spesa allora giudicata inutile. 
Oggi servono, invece, i pennoni! 
Sono evidentemente purificati e riabilitati da un magico taumaturgo.
Meglio averlo capito tardi, che mai.  

venerdì 4 marzo 2011

Ragionando...


Prosegue il dialogo con i concittadini che hanno la gentilezza di scrivermi e che ringrazio per questa forma moderna di dibattito; a dimostrazione dell’attenzione e della competenza dei Saronnesi, ecco un altro intervento – che non è farina del mio sacco e che pubblico integralmente -, da cui si possono trarre importanti riflessioni, di carattere sia ambientale, sia di percezione della politica saronnese:

“Sono profondamente convinto (dati ed esperienza alla mano) che il fattore inquinante principale nelle città siano i fumi di scarico del riscaldamento residenziale e terziario, piuttosto che il trasporto su gomma.
Milano in special modo è ancora oggi piena di edifici dotati di enormi caldaie a gasolio il cui funzionamento praticamente ininterrotto emette nell'atmosfera una quantità di polveri mostruosa. Per non parlare dei locali caldaie dove sono stipate insieme ai serbatoi: un vero e proprio incubo, spesso con perdite costanti di gasolio e temperature insopportabili che contribuiscono a rendere insalubri i locali circostanti.
Mi è capitato purtroppo di dover effettuare dei rilievi in tali locali a luglio, i tempi di permanenza possibili prima di avvertire malessere diffuso si riducono a pochi minuti.
Si è mai chiesto come mai in estate il problema del PM10 si riduce drasticamente? Ciò nonostante il traffico veicolare che non varia in maniera sostanziale, se non in quelle due classiche settimane di agosto che, converrà, non possono fare la differenza.
Tirando le somme, ciò che non mi è mai andato a genio è la caccia alle streghe indiscriminata, la critica di tutto ciò che viene fatto dalla contrapposta parte politica a prescindere dalla bontà o meno delle idee.
Cerchiamo piuttosto di sensibilizzare le persone al problema degli sprechi energetici, incentivando le nuove tecnologie (nuove per l'Italia, consuetudine per molti paesi europei).
Le faccio un esempio pratico, mi piace supportare quello che dico concretamente: nella casa che ho la fortuna di dividere con mia moglie, abbiamo un impianto solare termico collegato ad una caldaia a condensazione (con serbatoio di accumulo) che alimenta l'impianto di riscaldamento a pannelli radianti a pavimento, nonché l'impianto idrico sanitario.
Oltre al
comfort ambientale che un impianto del genere garantisce, il risparmio in termini energetici è sostanziale ed evidentissimo. La nostra casa, nonostante la metratura abbondante, consuma quasi un terzo rispetto ad appartamenti più piccoli: oltre al risparmio economico otteniamo una riduzione di emissioni inquinanti netta, il tutto a fronte di un investimento iniziale contenuto e ammortizzabile in breve tempo.
Se a questo sommiamo una ottima coibentazione dell'edificio (tramite cappotto esterno) e del tetto (coibentato e ventilato) otteniamo un ottimo risultato.
Queste sono le battaglie che mi piacerebbe vedere da parte di forze politiche di ogni colore e ideologia, piuttosto che (mi scuserà per la franchezza) imbarazzanti volantini con segnali di limite 30 che strizzano l'occhiolino e fanno NO".

Da parte mia, ho commentato che, circa la qualità dell'edificazione, si sfonda una porta aperta; nei programmi elettorali dello scorso anno, tutti i candidati vi hanno dedicato molto spazio e si ripromettevano l'adozione di particolari misure nelle NTA del redigendo PGT.
Allarmante è il problema del riscaldamento: anche a me pare cosa ovvia che questo sia il fattore più incidente sulle polveri sottili, tant'è vero che ho personalmente notato come, giorni fa, quando abbiamo avuto diverse giornate di bel tempo e temperature elevate, alla corrispondente diminuzione del riscaldamento si è collegata la diminuzione dei PM 10.
Si tratta di investire molto in tal senso e di diffondere anche il teleriscaldamento, che permette riduzione di consumi e maggiore controllo sulle temperature. La tecnologia odierna aiuta molto in proposito.
Quanto alla lotta politica, convengo che spesso si usino toni sopra le righe; da parte mia, fatta eccezione per qualche sarcasmo, fin dall'inizio ho sottolineato la velleità ideologica di un provvedimento scientificamente non supportato, che può avere benefici influssi sulla sicurezza, ma che è pressoché irrilevante per la qualità dell'aria (stante la limitatezza del campione: 10,5 kmq!): purtroppo, senza l'intervento dei fattori atmosferici (pioggia e vento), i limiti sono stati ancora superati, a dispetto dei 30 km/h.
Ne è nata una battaglia all'ultimo sangue, che non è servita a nulla, se non - in parte - ad attirare l'attenzione del pubblico.
Ribadisco che è mancato (e continua a mancare) il coordinamento con gli enti territoriali superiori, senza il quale non è possibile fare piani strutturali seri e generali: un Comune, da solo, non è autosufficiente; l'aria non riconosce i confini amministrativi.
Per questo, sono convinto che, al di là di proposte locali ininfluenti se non per l’immagine, sarei ben lieto se il Sindaco si rendesse promotore - con toni propositivi, non da primo della classe - di un tavolo permanente di consultazione insieme ai Comuni contermini delle province di Varese, Milano, Como e Monza e Brianza, al fine di organizzare una conferenza di servizi con la Regione Lombardia, le Province di Milano, Varese, Como e Monza e Brianza, i loro enti e dipartimenti deputati alla protezione dell’ambiente, all’ANAS, alla Società Autostrade, alle aziende di trasporto, ecc., sino i Ministeri competenti, affinché il problema dell’inquinamento atmosferico sia affrontato per tempo ed in modo globale ed unitario, per l’adozione ed il finanziamento di provvedimenti e progetti strutturali generali idonei per l’attenuazione del fenomeno ed il suo rientro nei limiti imposti dall’Unione Europea.
In tema di riscaldamento, p.es., c’è bisogno di normative statali e regionali più rigorose, accompagnate da un vero sistema di controlli e di sanzioni e, contemporaneamente, da benefici – soprattutto fiscali – per chi innovi il proprio impianto: ma si tratta di provvedimenti di competenza superiore, non comunale, di tal che un coordinamento in materia è necessario: certo, se dal basso – i Comuni – dovesse partire una forte esigenza, anche gli Enti che stanno sopra non potrebbero rimanere indifferenti e svegliarsi soltanto quando c’è l’emergenza.
Occorre dunque muoversi insieme, da sùbito: ogni persona sensata si preoccupa dell'ambiente, nessuno può avere alibi, come nessuno può rivendicare fastidiose primogeniture, che generano soltanto polemiche.

giovedì 3 marzo 2011

Il “tapiro” e l’ipocrisia


Riporto – con gratitudine -  il testo di una e-mail pervenutami da un concittadino saronnese, che ha assistito all’ultima seduta del Consiglio Comunale; non è farina del mio sacco, ma mi ha colpito per la sua lucidità assoluta; non proviene da un c.d. addetto ai lavori, che – per le funzioni pubbliche che riveste – è naturaliter  tenuto ad abbracciare una tesi piuttosto che un’altra. Una voce che viene dal buon senso:
"Devo dire che non sono molto soddisfatto di ciò che ho sentito, né di quel gioco di contrapposizione tipico di un Ballarò che per molto tempo ha impegnato i consiglieri.
Però ci sono sicuramente due spunti dati dalla maggioranza su cui riflettere.
Il primo è l'asserzione per cui questo tipo di iniziativa è "democratica".
"Questa iniziativa non preclude a nessuno l'uso della macchina, possono continuare ad usarla tutti, non ci sono targhe alterne né blocchi. Tutti sono trattati «democraticamente»".
È evidente che questa può essere una chiave di lettura, e glielo riconosco al Porro, ma se la si ben pondera, in realtà di democratico in senso positivo, non vi è ben nulla.
Infatti essa è una sorta di "sei politico" tutti quanti promossi e nessuno incoraggiato a far di più.
Mi spiego meglio: da più parti s'inneggia alla meritocrazia, alla sua mancanza cronica nel nostro paese, e poi proprio i paladini (a parole) di tali posizioni sono i primi a sostenere un'ordinanza che va proprio in senso contrario.
Chi si è impegnato negli anni a cambiare l'auto, ha speso soldi in più per comprarsi auto ibride, a gpl , a gas metano, con il filtro fap, euro 5, euro 4 ecc.  ha contribuito non solo al suo bene ma al bene della comunità tutta.
Sostituendo veicoli tecnologicamente vetusti con altri tecnologicamente avanzati ha contribuito all'abbassamento delle pm10, così come certificato dall'arpa e dimostrato dall'andamento decennale delle rilevazioni sulle polveri.
Ora mi dico come si può sentire il cittadino che con il proprio impegno individuale migliora la collettività, di fronte ad un provvedimento che non solo non lo premia, ma lo qualifica nella stessa maniera di chi invece non ha adeguato il suo veicolo al progresso?
Io non punto il dito verso chi non ha potuto per ragioni economiche, ma verso chi potendo ha scelto diversamente. E allora perché il proprietario per dire di una Prius (ibrida elettrica) che sicuramente ha una sensibilità ambientale superiore alla norma deve essere trattato come chi usa veicoli 100 volte più inquinanti?
È questo il concetto di merito? Possono i cittadini che si sono impegnati economicamente per migliorare le emissioni della propria auto sentirsi defraudati e soprattutto spinti da provvedimenti del genere a lasciar perdere, ché tanto girano lo stesso tutti?
È questo il premio per una buona coscienza ambientale? È questa la spinta per migliore ulteriormente le prestazioni ambientali del proprio autoveicolo?
Secondo me è proprio il contrario. Questo è il premio a chi inquina di più e comunque può girare al pari di chi ha fatto di più per l'ambiente.
E veniamo alla seconda considerazione.... che si riallaccia fortemente alla prima.
Durante il consiglio un esponente della Lega ha attaccato il sindaco proprio sulla sua auto personale ancora Euro 2.
Il Porro ha difeso l'uso della sua auto a spada tratta sostenendo che lui "girerà con la sua auto sinchè lo stato non la metterà fuori legge".
Be’,  un'affermazione del genere la dovrebbero conoscere non solo tutti i cittadini saronnesi, ma sarebbe ben degna anche di un colossale Tapiro d'oro!!!!
Evviva l'ambientalismo e la lotta alle pm10.... se la fanno gli altri, ovviamente.
Ma come? Ci preoccupiamo così tanto del problema e poi utilizziamo un'auto largamente superata tecnologicamente e pure ce ne vantiamo? Ergo non è un problema economico che sta alla base della mancata sostituzione con un veicolo più efficiente!!!!
Davvero merita il tapiro d'oro".

Credo ci sia molto da riflettere, se si ha l’onestà intellettuale di farlo e senza pregiudizi.
Intanto, piove; la natura fa il suo corso – non i 30 all’ora che (tranne pochi rottami legalisti come me) nessuno più rispetta, ma rimane in vigore, per accontentare la compiaciuta vanità di chi si è messo a posto la coscienza con un provvedimento-fatto-per-fare-qualcosa.
Noi avremmo preferito qualcosa in più: che il Sindaco si rendesse promotore, con la costante informazione al Consiglio Comunale anche tramite le sue articolazioni in Commissioni e/o Conferenza dei Capigruppo, dell’istituzione di un tavolo permanente di consultazione insieme ai Comuni contermini delle province di Varese, Milano, Como e Monza e Brianza, al fine di organizzare una conferenza di servizi con la Regione Lombardia, le Province di Milano, Varese, Como e Monza e Brianza, i loro enti e dipartimenti deputati alla protezione dell’ambiente, all’ANAS, alla Società Autostrade, alle aziende di trasporto, ecc., sino i Ministeri competenti, affinché il problema dell’inquinamento atmosferico sia affrontato per tempo ed in modo globale ed unitario, per l’adozione ed il finanziamento di provvedimenti e progetti strutturali generali idonei per l’attenuazione del fenomeno ed il suo rientro nei limiti imposti dall’Unione Europea.
Anche in questo modo avrebbe avuto l'onore della ribalta e visibilità...
Oltre che consenso unanime.

giovedì 24 febbraio 2011

Ricami (30): fumata nera



Il rosso conclave dei trenta – come temuto – si è concluso con una fumata nera: l’ordinanza sui 30 km/h non sarà revocata, così hanno decretato i falchi e i pasdaràn.
Ovviamente, “i cittadini non ne hanno capito la valenza”.
Spiega – tetro e sicuro di sé – l’assessore alla partita: “tra le tante persone che hanno sottoscritto la petizione probabilmente non c’è l’informazione giusta che volevamo far arrivare. Coglieremo l’occasione per fare una giusta informazione, come faremo anche con l’incontro con gli esperti in programma il prossimo 3 marzo all’Aldo Moro. Cercheremo di spiegare facendo capire con una migliore informazione il perché abbiamo mantenuto questa ordinanza”.
Eccoci serviti: siccome non abbiamo capito, dovremo essere persuasi che abbiamo torto, che siamo insensibili e contro le virtù e che la verità, il giusto riposano solo sulle ginocchia dell’illuminata Amministrazione, che è tanto prodiga e benevola nei confronti degl’ignoranti (nel senso latino di “chi ignora”) da organizzare anche un appòsito incontro didattico e chiarificatore.
Per noi, ggènte dalla dura cervice, si preparano i campi di rieducazione, tempi e campi-lunghi.
Allarmante.

mercoledì 23 febbraio 2011

Ricami (29): il conclave dei trenta


Forse siamo agli sgoccioli della notoria ordinanza dei 30 km/h, come sembrerebbe da alcune dichiarazioni lette sulla stampa: la maggioranza, infatti, si riunirà questa sera per decidere la sorte del provvedimento.
Curioso che una questione da sempre spacciata per scientifica diventi oggetto di una decisione politica, peraltro incompatibile con l’attribuzione al solo Sindaco del potere di emettere ordinanze contingibili ed urgenti in materia di pubblica igiene e sanità ai sensi dell’art. 50 del Testo Unico sugli Enti Locali (D. Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 e ss. mm.).
Se non prevarranno i falchi e i pasdaràn, la possibile revoca prescinderà - naturalmente! - dalle lamentele dei cittadini, dalle 1.300 firme raccolte da alcune forze politiche, dai 1.755 iscritti ad una social community in Facebook, dalle argomentazioni che, con la serietà del dubbio, hanno introdotto nel dibattito importanti riflessioni di carattere scientifico [non parascientifico (o paranormale?), come si insinua in modo autoreferenziale da parte della maggioranza].
Dipende dal miglioramento naturale dello stato dell’aria: per fortuna, come segnalavo già sabato 12 febbraio, la natura, con pioggia e vento, ci ha dato una mano e, con un potente intervento, ha spazzato via le polveri sottili.
Ma, secondo il Capo della maggioranza, «sicuramente siamo stati aiutati dalle condizioni meteorologhe favorevoli, con diversi giorni di pioggia, ma la nostra decisione di imporre l’ordinanza non è stata un capriccio, ci siamo basati su esperienze di altre città europee e il risultato c’è stato»:  se ne deduce che l’influsso degli eventi atmosferici è secondario rispetto agli effetti della riduzione della velocità a 30 km/h? Anche la diminuzione del riscaldamento grazie al’aumento della natura è un agente secondario per il ritorno alla normalità?
Se è questo che pensa la maggioranza, c’è di che preoccuparsi, perché essa si costruisce una sua speciale gerarchia degli influssi sulla qualità dell’aria, per darsi ragione da sé: peccato che in Comuni simili e vicini a Saronno, come Varese, Busto Arsizio e Gallarate, dove non vige l'ordinanza, il PM10 sia quasi sempre inferiore che a Saronno, mentre dove è superiore a Saronno la differenza è risibile; basta leggere i dati dell’ARPA.
L’aria – non ci stancheremo mai di ripeterlo – non conosce confini amministrativi e un Comune, da solo, non è autosufficiente; in una sola cosa siamo d’accordo con il sindaco, che – cioè - a livello superiore si deve registrare un’incomprensibile inerzia: continua a mancare il coordinamento con gli enti territoriali superiori, senza il quale non è possibile fare piani strutturali seri e generali: in questo senso occorre agire, scuotere le acque, fungere da pungolo; ne siamo pronti anche noi, ma senza provvedimenti velleitari, il cui unico risultato apprezzabile consiste nella visibilità ottenuta senza spesa dai nostri reggitori (ma con disagi inutili per i Saronnesi).
Attendiamo gli esiti del conclave della nostrana maggioranza: il conclave dei trenta.

sabato 19 febbraio 2011

venerdì 18 febbraio 2011

Le mezze notizie non bastano, anche se vengono dalla Spagna

corsia
Abbiamo letto l’esternazione, garrula e compiaciuta, del consigliere comunale delegato alla mobilità sostenibile, Roberto Barin, che esulta per la notizia secondo cui in Ispagna «con la riforma del Regolamento generale della Circolazione in preparazione, il limite di velocità nei centri urbani passerà in tutto il paese a 30 km/h», sicché ciò conferma “l'assoluta validità del provvedimento saronnese e dei numerosi vantaggi che ne derivano”; conclude: “Mi spiace per gli oppositori del limite 30, ma stavolta Saronno è riuscita a precorrere i tempi».
Il Consigliere Barin è incorso in un evidente abbaglio: prima di commentare le notizie e di trarne facili appoggi alle proprie tesi, occorre verificare e leggere tutto e bene, non limitarsi ad estrapolare strumentalmente ciò che serve a sé.
Il provvedimento allo studio in Spagna, infatti, è ben diverso – nella portata e nella motivazione – da quanto ci si vuol far credere.
Nella portata: sarà limitata a 30 km. all’ora la velocità solo nelle strade urbane a corsia unica e non alle strade più ampie, che sopportano l’80% del traffico urbano.
Nella motivazione: il nuovo mezzo allo studio ha lo scopo di ridurre alla metà gl’incidenti nei centri urbani. Le strade più grandi, che sopportano la maggior parte della circolazione, continueranno ad avere una velocità massima di 50 km all’ora. Lo scopo è la sicurezza, la riduzione degli incidenti nelle strade urbane, che sono diminuiti meno che nelle strade di maggiore scorrimento.
La misura proposta in Spagna ha intenti condivisibili, che - tuttavia – nulla hanno a che fare con l’inquinamento: si tratta di migliorare la sicurezza, massime dei pedoni. 
Saronno, quindi, non è all’avanguardia di nulla – in materia di smog -; chi sostiene il contrario, con notizie addomesticate e superficiali, è invece certamente all’avanguardia nella propaganda e nei provvedimenti inutili.
Ci dispiace per loro, che sono alla ricerca affannosa di alibi; da patre nostra, siamo soliti documentarci attentamente.
Per maggiore chiarezza e documentazione di tutti, ecco – con la traduzione italiana che abbiamo approntato – come la notizia è stata data dai principali giornali spagnoli: citare le fonti è segno di correttezza.
El País
Tráfico limitará a 30 kilómetros por hora la velocidad en calles con un carril por sentido
La Dirección General de Tráfico (DGT) estudia modificar el Reglamento General de Circulación para imponer la obligatoriedad de circular a 30 kilómetros por hora en las ciudades en todas las calles que tengan un carril por sentido, sin necesidad de que exista una señal.
Pere Navarro reconoció, sin embargo, la necesidad de que existan "unos ejes que comuniquen la ciudad" de un punto a otro y faciliten los desplazamientos, donde no se contempla la imposición de un máximo de velocidad de 30 kilómetros por hora. Son aproximadamente el 20% de las vías urbanas, aunque soportan el 80% del tráfico.
La Direzione Generale del Traffico limiterà a 30 km. all’ora la velocità nelle strade a corsia unica
La Direzione Generale del Traffico (DGT) sta studiando di modificare il Regolamento Generale della Circolazione per imporre l’obbligo di circolare nelle città a 30 km. all’ora in tutte le strade a corsia unica, senza necessità che vi sia la segnaletica. Pere Navarro ha riconosciuto, tuttavia, la necessità che vi siano “alcuni assi viari che consentano la comunicazione in città”, da una parte, e che dall’altra favoriscano la mobilità, nelle quali non si preveda l’imposizione di un massimo di velocità di 30 km all’ora. Approssimativamente, queste sono il 20% delle strade urbane, anche se sopportano l’80% del traffico.
ABC
(stesso titolo di El País)

La nueva medida que se estudia implantar persigue reducir a la mitad los accidentes en los cascos urbanosLas grandes vías, que soportan la mayor circulación, seguirían con una velocidad máxima de 50 k/hora

Desde su punto de vista, «resulta absurdo que en vías de un único carril se pueda ir a 50 kilómetros por hora» y manifestó la necesidad de «calmar el tráfico» promoviendo políticas de sostenibilidad, movilidad y seguridad vial en los núcleos urbanos, de manera que los peatones tengan prioridad frente a los coches. Y es que «en la carretera, la accidentalidad ha descendido más de un 50 por ciento, mientras que en las ciudades esa bajada sólo ha sido de un 36, ya que en éstas resulta mucho más complicado ordenar el tráfico por los múltiples factores que confluyen: viandantes, motocicletas y transporte público, entre otros».
Il nuovo mezzo allo studio ha lo scopo di ridurre alla metà gl’incidenti nei centri urbani. Le strade più grandi, che sopportano la maggior parte della circolazione, continueranno ad avere una velocità massima di 50 km all’ora.
Dal suo punto di vista (di Pere Navarro), “appare assurdo che in strade a corsia unica si possa viaggiare a 50 all’ora” e si manifesta la necessità di “calmare il traffico”, mediante la promozione di politiche di sostenibilità, mobilità e sicurezza viabilistica nei nuclei urbani, di modo che i pedoni abbiano la precedenza rispetto ai veicoli. Infatti, “sulle strade extraurbane (carreteras), il tasso di incidenti è sceso di circa il 50%, mentre nelle città si è abbassato del 36%, giacché in queste risulta molto più complicato regolare il traffico a causa della molteplicità dei fattori che vi confluiscono: pedoni, motociclette e trasporto pubblico, altri”.
EL MUNDO

Tráfico limitará a 30 km/h la velocidad de las calles de un único carril

El director de la Dirección General de Tráfico (DGT), Pere Navarro, ha anunciado este jueves en Córdoba, donde ha inaugurado el II Encuentro de Ciudades para la Seguridad Vial, que la velocidad máxima en las vías urbanas de dos carriles de un sentido cada uno y a las de un carril y un solo sentido de circulación se limitará a 30 kilómetros hora, en lugar de los 50 kilómetros hora permitidos en la actualidad.
Por tanto, las grandes vías de circulación de dos o más carriles que sirven para conectar puntos lejanos de las urbes españolas no se verían en principio afectadas por la propuesta.
La Direzione Generale del Traffico limiterà a 30 km. all’ora la velocità nelle strade a corsia unica
Il Direttore della Direzione Generale del Traffico (DGT), Pere Navarro, ha annunciato giovedì a Córdoba, dove ha inaugurato il 2° Incontro delle Città per la Sicurezza Viabilistica, che la velocità massima nelle strade urbane a corsia unica di circolazione sarà limitata a 30 km all’ora, al posto dei 50 km all’ora oggi consentiti.
Quindi, le grandi strade di circolazione di due o più corsie che servono per collegare punti distanti delle città spagnole non saranno interessate dalla proposta in linea di principio.
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Ognuno commenti da sé.
Buona fine settimana.

giovedì 17 febbraio 2011

Ricami (25): l’incompreso


Si narra che Marie-Antoinette, regina di Francia, moglie di Luigi XVI – entrambi finiti sulla ghigliottina - , alla protesta dei sudditi che non avevano di che nutrirsi, abbia risposto: “Se il popolo non ha pane, che mangi brioches!”. Segno di sprezzante considerazione e di superficialità, pagato ben presto con l’ingloriosa e tragica caduta della secolare monarchia francese ad opera della rivoluzione del popolo rimasto inascoltato.
L’aneddoto mi ritorna in mente, per ardita associazione, dopo avere letto le ultime esternazioni sindacali in merito alla nota ordinanza dei 30 all’ora: «Non rispondo più a chi mi accusa di fare propaganda: in questo momento sono forse l'uomo più odiato di Saronno e probabilmente non mi voterebbe nessuno. Abbiamo agito per il bene della città e i benefici si vedranno nel lungo periodo».
Dichiarazioni imprudenti e saccenti:
a) nessuna risposta seria è mai giunta, né ai rappresentanti eletti dei cittadini, né alle migliaia di firmatari contro l’ordinanza o iscrittisi in un apposito social group ;
b) nessuno odia nessuno, ci mancherebbe altro; l’odio è un sentimento troppo forte per dispiegarsi in questioni bagatellari; chi pensa di essere odiato ha un alto, superbo concetto di sé;
c) sul fatto che nessuno rivoterebbe questo Sindaco, lo dice lui stesso, ma ne sembra compiaciuto, perché è convinto intimamente di combattere la buona battaglia, di avere una missione epocale da portare a termine, di essere investito della potestas docendi nei confronti di cittadini riottosi ed incapaci;
d) insomma, non vuol sentir ragioni, è nel giusto; punto e basta. Per divinam inspirationem, Lui agisce per il bene della città: tutti gli altri non capiscono o sono sostenitori dell’inquinamento; è un incompreso.
Gli altri, la ggènte, i commercianti, possono continuare ad aspettare: e stiano buoni, ci pensa Lui.

sabato 12 febbraio 2011

I profeti e le anime prave



A conferma che nella politica e nell'amministrazione saronnese e non solo (come pure tra tutti i cittadini) si distinguano:
a) i  profeti, che tutto sanno e che sono docenti per divinam inspirationem;
b) le  anime prave, che nulla sanno e che devono essere ammaestrate e sollevate dalla loro inferiorità,
basti questa eloquente lettura.

Due reminiscenze:
- superbia, il primo dei sette vizi capitali, che definisce la persona che si sente superiore e aspetta un riconoscimento per la sue doti meravigliose, vere o presunte che siano;
- albagìa, sostantivo desueto, che sta per aria di nobiltà, distaccata, intellettuale, seriosa, presunzione di sé; nel gergo attuale, "se la tirano".
Buona domenica (e che piova!).

giovedì 10 febbraio 2011

Ricami (22): arrivano i nostri!


A sostegno dell’ermetica ordinanza impositiva dei 30 km orari in tutta la città di Saronno, ecco tuonare Legambiente, seguita a ruota dal Consigliere Comunale Delegato allo sviluppo della mobilità sostenibile.
Coincidenze davvero fortùite.
Legambiente ha a Saronno un suo circolo, che ha sede presso il proprio referente, ossia il medesimo Consigliere Comunale saronnese Delegato allo sviluppo della mobilità sostenibile (rectius: dell’immobilità).
Perfetto  sincronismo en amitié di una lobby  potente.

mercoledì 9 febbraio 2011

Ricami (21): i due podestà


"Guido Podestà, però, tira fuori l’ultima proposta: «Si può pensare a una soluzione che altri Paesi hanno adottato e che anche in alcuni Comuni come Saronno stanno sperimentando, far diminuire la velocità». «Ci dicono - spiega ancora Podestà - che si sollevano meno polveri e si emette meno pm10». Comunque - sintetizza il presidente della Provincia - «vi possono essere soluzioni diverse, ma hanno senso solo se prese su larga scala». Dunque concertazione resta la parola d’ordine. La riduzione della velocità sarebbe applicata sulla viabilità extraurbana, ma non solo: «Fondamentalmente - dice Podestà - sulla viabilità esterna, ma nella notte la velocità è sostenuta anche in alcuni tratti stradali cittadini, e ci può essere una positività sia ambientale sia di sicurezza. Vediamo cosa sarà deciso domani»”  (da “Il Giornale”, 9 febbraio 2011).
“Ci dicono”, sostiene il Presidente della Provincia di Milano: una motivazione profonda e documentata, segno di grande serietà!
Intanto, a Saronno, l’indice del PM10 è salito costantemente: da 92 di sabato, a 109di domenica (+18,48%), a 128 di lunedì (+17,43%); una lievissima diminuzione martedì 8, a 121. Il limite massimo consentito è 50.
Il dato più basso rimane quello di sabato, quando non vigeva ancora il divieto di superare i 30 km/h.
Le previsioni meteorologiche sono sfavorevoli.
Risultati sconcertanti, quindi, dell’ordinanza podestarile saronnese, che incautamente (seppure con molti distinguo) il Capo della Provincia di MiIano ha portato ad esempio.

Due Podestà, un unico fallimento.


martedì 8 febbraio 2011

Divieti e gestacci


Diario di viaggio: dovevo andare ad Origgio, stamani, sicché ho percorso Via Ferrari, Via Lanino, Via Giuliani e Via Sampietro, sino ai limiti della zona soggetta a divieto di velocità superiore ai 30 km. orari.
All’andata, ora più trafficata, sono stato sorpassato da dodici autovetture, di cui sette conducenti mi hanno rivolto simpatici gestacci, mentre cinque mi hanno apostrofato suppongo con male parole, scuotendo la testa in segno di disapprovazione.
Già, io rispettavo rigorosamente il limite dei 30 km orari, ingranando al massimo la seconda marcia.
Al ritorno – stesso itinerario – sono stato più fortunato: solo 4 sorpassi, di cui uno accompagnato da gesto insultante; ma c’era poco traffico.
Oltre al danno, la beffa di sentirsi guardati come deficienti, che provocano l’intasamento del traffico.
Portata la mia auto in garage, un forte odore di bruciato: il motore era evidentemente stressato dai minimi di velocità che gli avevo imposto.
Qualche anima bella ha esaltato poeticamente in Facebook il noto divieto, sostenendo di vedere: “ una Saronno molto più vivibile per chi va a piedi e in bicicletta, ma anche automobilisti meno stressati, meno sgommate, meno accelerate o frenate brusche ai passaggi pedonali”.
Il Sindacale Firmatario della nota ordinanza, ignaro della protesta montante, ha dichiarato che "non si registrano particolari disagi": un inguaribile ottimista! Egli, ìnclito, vuole "tutelare la salute dei cittadini" e "modificarne lo stile di vita": medico, padre, Maestro, pedagògo, munito del potere di ordinare.
L'Assessore competente si affanna a descriveree in modo esornativo, da libro "Cuore" (non per niente ricorre il 150° dell'Unità Nazionale!) gli "altri provvedimenti" adottati dalla saggia Giunta:«È stato diffuso un decalogo di Buone Pratiche utilizzando tutti i mezzi di comunicazione a disposizione e tramite invio agli studenti delle scuole saronnesi. Il decalogo invita a rispettare elementari norme di comportamento finalizzate a ridurre le emissioni di sostanze inquinanti derivanti dagl’impianti di riscaldamento e dalla circolazione delle automobili»: già, elementari norme di comportamento, che appartengono da sempre al buon senso e a tutte le persone normali. La scoperta dell'acqua calda. Si sentiva proprio l'impellente bisogno di un decalogo. Abbiamo un Mosè redivivo tra di noi e non ce n'eravamo accorti.
Per quanto mi concerne, sono un autista molto prudente e normalmente ligio alle regole, neanche molto appassionato alla guida; ma in questi giorni – in cui cerco di evitare il più possibile l’uso della macchina – mi sento molto più stressato, sempre con l’occhio ansiosamente incollato al tachimetro per non violare il limite dei 30 km orari neanche involontariamente (come nelle discese del cavalcavia o del sottopassaggio); per di più, mi becco anche insulti e gestacci, che mi innervosiscono, al pari dei sorpassi azzardati subìti.
Ieri pomeriggio sono andato a Varese: 46 km. all’andata, 46 km. al ritorno; ho rispettato ogni limite di velocità “normale” e la segnaletica "ordinaria", ma ero tranquillo e nessuno mi ha insultato o mi ha fatto gesti sconci.
Intanto, l’indice del PM10 è salito costantemente: da 92 di sabato, a 109 di domenica (+18,48%), a 128 di lunedì (+17,43%); dati ufficiali: 39,13% in due giorni, molto di più del fatidico numero 30.
Proprio l'altro ieri scrivevo: "l'inquinamento, quindi, in quanto fenomeno allargato e diffuso, se ne farà un baffo della corvée imposta ai cittadini di un Comune di nemmeno 11 kmq. di superficie"; ma non mi sento un profeta, come Altri.
E finalmente si legge qualcosa di scientifico sulla complessa materia, senza certezze assolute ed ideologiche.
Domani è un altro giorno, si vedrà (da "Via col vento").

Aggiornamento: i partiti della maggioranza alla guida della città, nelle dichiarazioni che leggo or ora, si beano del "Decalogo" delle buone pratiche, evidentemente considerato strumento nuovo ed indispensabile per la lotta all'inquinamento.
Leggiamolo, dunque, questo portentoso ausilio (in corsivo le mie annotazioni):

1. Mantenete la temperatura degli ambienti nei limiti previsti dalla normativa vigente: 20° negli edifici adibiti a residenza, uffici e assimilabili; 18° negli edifici adibiti ad attività industriali e artigianali.
(è un mero richiamo a ciò che leggi e regolamenti stabiliscono da anni)
2. Per abbassare la temperatura non aprite le finestre ma chiudete i caloriferi e/o dotateli di termovalvola, impostando correttamente le temperature dell'impianto.
(non si dovrebbe abbassare la temperatura; se lo si fa, significa che c'è spreco di calore! Qui si parla dell'effetto di una cattiva abitudine, non della causa! Ognuno ha interesse a consumare meno, le bollette del gas sono pesanti)

3. Rispettate gli orari di accensione e spegnimento dell'impianto, per un massimo di 14 ore giornaliere di funzionamento.
(è un mero richiamo a ciò che leggi e regolamenti stabiliscono da anni)
4. Rispettate il divieto di combustione della legna nei camini e nelle stufe.
(quanti camini funzionano nella nostra città? Per riscaldamento vero e proprio o solo qualche sporadica volta per fare atmosfera?)
5. Effettuate la dovuta manutenzione dell'impianto di riscaldamento, così da assicurare condizioni di efficienza e minor inquinamento.
(c'è già l'obbligo di avere il termomanutentore e di fare i controlli annuali degli impianti, con tanto di libretto)
6. Limitate l'uso dell'auto privata ai soli casi di estrema necessità spostandovi a piedi, in bicicletta o con i mezzi pubblici
(è un giusto invito; ma il traffico di Saronno, nella stragrande maggioranza, proviene da quello di attraversamento della città da parte di non Saronnesi)7. Effettuate il controllo annuale dei gas di scarico dell’autovettura, rivolgendovi alle officine autorizzate.
(è un obbligo esistente da tempo, peraltro sanzionato)
8. Spegnete il motore dei veicoli durante le operazioni di carico/scarico e in caso di fermata prolungata.
(chi non lo fa è un gran maleducato)
9. Condividete l’auto con altre persone che devono effettuare lo stesso spostamento (car pooling)
(in città?)
10. Usufruite del servizio "piedi-bus" a disposizione degli alunni delle scuole elementari presso diversi istituti saronnesi.
(e dire che quando lo istituii ci furono dichiarazioni perplesse...).

Dov'è la novità? Cose note e spesso obbligatorie per legge o regolamenti.
Va bene aver ricordato questi comportamenti virtuosi (a dire il vero: normali), ma considerarli un provvedimento  per contribuire attivamente alla diminuzione dell'inquinamento atmosferico mi sembra davvero eccessivo.
Lo stesso effetto della danza della pioggia.

domenica 6 febbraio 2011

Nuova segnaletica slow


Ancora sui 30 km all'ora: occorre distinguere ed analizzare puntualmente l'ordinanza saronnese.
In discussione non è il limite a 30 km. orari, che effettivamente - per la sicurezza - è opportuno in alcuni luoghi sensibili: per la sicurezza dei pedoni, ribadisco, non per la qualità dell'aria.
Quanto all'efficacia sulla diminuzione degl'inquinanti, mi rimangono molti dubbi, alla faccia di presunti studi scientifici finora richiamati, ma rimasti ignoti (è tutto da dimostrare che "l'emissione di sostanze inquinanti diminuisce al diminuire della velocità"; di quanto, poi? Questa è l'unica, sintetica motivazione contenuta nell'ordinanza; tutto il resto è descrittivo: c'è l'inquinamento, si è superata la soglia, occorre raggiungere i valori limite previsti dall'Unione Europea).
Tuttavia, l'irragionevolezza dell'ordinanza sindacale sta:
a) nell'estensione a tutta la città del divieto;
b) nell'essere Saronno l'unico Comune della Lombardia (se non dell'Italia) ad aver adottato questo provvedimento;
c) nella motivazione (diminuzione dell'inquinamento, non maggiore sicurezza dei pedoni);
d) dalla mancanza di qualsiasi altro provvedimento collegato per il miglioramento della qualità dell'aria (tale non è il decalogo delle buone pratiche, che colleziona buoni princìpi a chiunque già noti).
C'è da dubitare della legittimità amministrativa dell'ordinanza, che appare immotivata, illogica e contraddittoria, al punto da convertirsi nei vizi di illegittimità per carenza di motivazione (violazione di legge) ed eccesso di potere (manifesta illogicità; contraddittorietà; disparità di trattamento).
Ma non sta qui il punto, non vale la pena di ingarbugliarsi in raffinate disquisizioni giuridiche di competenza dei Tribunali Amministrativi, perché il problema - comunque - rimane.
La verità è che, ai fini della riduzione dell'inquinamento, l'ordinanza è INUTILE: Saronno non è un'isola, è in mezzo alla più grave ed estesa area critica ed è lambita - a poche centinaia di metri - dall'autostrada (che produce forti emissioni): l'inquinamento, quindi, in quanto fenomeno allargato e diffuso, se ne farà un baffo della corvée imposta ai cittadini di un Comune di nemmeno 11 kmq. di superficie.
La risoluzione del problema ecologico richiede interventi strutturali di vasta gamma e portata, a livello regionale, se non nazionale: l'iniziativa spot di un singolo micro Comune è ridicola, è una dimostrazione ideologica e vessatoria (tutti gli altri Comuni contermini l'hanno significativamente rifiutata), "educativa-coattiva", con la sottaciuta intenzione di fare cassa, con una valanga di multe.
Un'operazione solitaria, non concertata, ideologica, demagogica, improvvisata e superficiale, in cui le pur comprensibili preoccupazioni per la sicurezza dei pedoni vengono posposte ad altri irraggiungibili obiettivi, rendendo odiosa agli occhi dei più una misura vista solo come un inutile disturbo alla libertà di movimento.
Piuttosto, perché non continuare ad investire nella vernice al titanio, che dove applicata ha abbattuto  l'inquinamento, senza reazioni collaterali?
Ecco perché l'ordinanza - così com'è e benché determinata da intuibili preoccupazioni - è inaccettabile, a mio meditato parere; non rientra in un piano programmatico strutturale a livello pluriprovinciale e regionale, né della zona critica; non tiene minimamente conto del rapporto costo-benefici.
Dev'essere riconsiderata.
La materia merita un ben più profondo approccio organico, non solitario, in convinta collaborazione con tutti gli altri Enti territoriali e non coinvolti in questo serio problema.


Aggiornamento: in una discussione su Facebook, si è fatto riferimento alla risaputezza dell'utilità della riduzione della velocità veicolare. Non c'è nulla di risaputo e occorre leggere bene ed integralmente le fonti citate (e magari anche le note e i richiami). L'articolo tratto da Wikipedia è molto interessante, ma considera che la limitazione di velocità è stata concepita e studiata come elemento utile per la sicurezza stradale; solo marginalmente (e non senza dubbi) comprende l'eventualità di risultati che concorrano al miglioramento della situazione dell'aria: in proposito, si citano aree omogenee, come quella di Houston-Galveston-Brazoria (HGB), Dallas-Fort Worth (DFW), cioè di enormi porzioni di territorio, non di un singolo Comune di neanche 11 kmq di superficie. 
Un provvedimento esteso a tutta l'area critica lombarda potrebbe forse avere un senso, ma limitato alla sola Saronno appare velleitario, inadeguato ed inutile.